Cade la roccaforte Isis ma i guerriglieri restano forti a Bengasi

Libia, a Sirte Isis sconfitto dalle forze di Serraj

Forze fedeli al governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale, presieduto da Fayez al-Sarraj, hanno ripreso il controllo di Sirte, roccaforte della filiale libica dello Stato islamico

SIRTE - Forze fedeli al governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale, presieduto da Fayez al-Sarraj come primo ministro del governo di accordo nazionale della Libia, hanno ripreso il controllo di Sirte, strategico porto al centro del Golfo della Sirte nel passato centro di smistamento delle carovane dirette in Africa centrale, strappandola dalle mani dei guerriglieri dell'Isis.

Una battaglia durata 6 mesi
La battaglia per la riconquista di Sirte, ultima roccaforte Isis in territorio libico, è durata sei mesi ed è costata la vita di centinaia di soldati leali al governo Sarraj. I combattimenti nella città di Sirte sono terminati: è la vittoria definitiva sull'organizzazione terroristica di Daesh, ha dichiarato all'emittente Lybia Channel, usando lo spregiativo acronimo in arabo dell'Isis, un portavoce dell'offensiva lanciata lo scorso maggio per liberare Sirte. La roccaforte libica dello Stato islamico è stata riconquistata dopo il crollo totale delle linee di difesa organizzate dai guerriglieri di al Baghdadi che si sono arresi a decine.

Ma non è la fine dell'Isis in Libia
La battaglia di Sirte era ufficialmente iniziata il 12 maggio proseguendo ferocemente con duri combattimenti casa per casa all'interno della città con l'ormai consueto contorno di autobomba, cecchini e trappole esplosive improvvisate. La riconquista di Sirte non significa tuttavia la fine della presenza dell'Isis in Libia. Secondo gli esperti, infatti, l'organizzazione terroristica sarebbe ancora attiva e saldamente trincerata a Bengasi, nell'Est del paese, mentre i guerriglieri che hanno lasciato Sirte si sono in gran parte trasferiti al Sud, nella zona al confine tra Libia, Algeria e Niger.

(Immagini Afp)