20 ottobre 2019
Aggiornato 05:30
Crisi irachena

Per gli sfollati di Mosul arriva l'incubo inverno

Ad oggi sono almeno 80mila le persone scappate che si sono rifugiate nei campi profughi, dove le condizioni di vita sono dure, soprattutto in vista dell'arrivo del gelo

MOSUL - Dopo la liberazione dei quartieri nella zona nordorientale di Mosul, le forze irachene hanno annunciato di aver liberato definitivamente dai miliziani dello Stato Islamico tutta la piana di Ninive, area che si estende a est e nord-est della città dell'Iraq roccaforte degli estremisti islamici. In contemporanea all'avanzata militare, aumenta inevitabilmente il numero degli sfollati in fuga dalla città. Ad oggi sono almeno 80mila le persone scappate che si sono rifugiate nei campi profughi, dove le condizioni di vita sono dure, soprattutto in vista dell'inverno.

Inverno in arrivo
"Siamo scappati dallo Stato Islamico per venire qui, ma la sofferenza è la stessa. Ci manca tutto, continuiamo a stare male, qui non c'è niente", lamenta Fakhri. Fatima Hassan Omar ha 38 anni ed è molto preoccupata per l'arrivo della parte più fredda dell'inverno. "E' una lotta continua. E' vero che ci hanno dato del cibo ma non c'è acqua calda, benzina, c'è solo un po' di elettricità di sera. La tenda è fredda, di notte si gela, se tocchi la plastica è completamente gelata». Le Nazioni Unite stanno cominciando a fornire assistenza specifica per superare l'inverno a circa 4,6 milioni di sfollati, iracheni e siriani, ma i fondi non bastano a coprire l'intera operazione.