22 febbraio 2020
Aggiornato 18:00
Abbandonati i toni incendiari

Trump: sarò il Presidente di tutti

Abbandonati i toni incendiari della campagna elettorale, il nuovo presidente Usa si appella alla nazione con toni per la prima volta pacati e "presidenziali". E promette: «Sarò il presidente di tutti»

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NEW YORK - Eccolo, il primo discorso da leader eletto degli Stati Uniti di Donald Trump. E come prevedibile, il magnate giunto alla Casa Bianca ha subito assunto toni presidenziali, abbandonando la sua retorica incendiaria. «Ora è il momento di medicare le ferite. Adesso dico ai repubblicani, ai democratici e agli indipendenti di unirsi in un popolo solo. Prometto che sarò il presidente di tutti gli americani».

Il presidente di tutti
Promette di servire tutto il popolo e Trump rende l'onore delle armi all'avversaria Hillary Clinton: «Hillary ha lavorato molto e duramente per molti mesi e le dobbiamo un profondo debito di gratitudine per i suoi servizi al nostro Paese». Poi si lancia a spiegare la sua visione del futuro: «Lavorando insieme ricostruiremo il sogno americano. I dimenticati di questo paese non saranno più tali. Creeremo milioni di posti di lavoro, ricostruiremo città, infrastrutture, ci occuperemo dei veterani».

Grandioso programma economico, politica estera giusta
Abbiamo un grandioso programma economico, creeremo la più forte economia del mondo, promette ancora Trump, insieme a milioni di posti di lavoro. Nessuno sogno è troppo grande, assicura. Farò lavorare i migliori talenti della nostra nazione. Raddoppieremo la crescita e avremo l'economia più forte del mondo. Nulla di quello che vogliamo è fuori dalla nostra portata. E poi, una parola sulla politica estera: «Voglio dire al mondo intero che anche se metteremo sempre prima di tutto gli interessi dell'America, saremo giusti con tutti, cercheremo la partnership e non il conflitto».