20 ottobre 2019
Aggiornato 02:00
Presidenziali 2016

Usa 2016, l'incognita latinos pesa su Trump

La candidata democratica Hillary Clinton ha confermato il consolidato appetito di famiglia per il profumo dei soldi e per comportamenti estremamente disinvolti. Dal canto suo lo sfidante repubblicano ha usato toni forti contro gli ispanici, 56 milioni di residenti negli Usa

WASHINGTON - Usa 2016 si conferma come l'elezione presidenziale dei paradossi. A fronte di una situazione che vede di fronte i due candidati meno amati nella storia della corsa alla Casa bianca, entrambi stanno sfruttando il vantaggio fornito dall'avversario. Nel senso che buona parte dei voti arriverà in cascina grazie al disgusto causato dal rivale più che dal gradimento per le propria persona o per i temi esposti nella campagna.

In questa gara a chi mostra l'immagine peggiore tutti e due palesano indubbie doti da fuoriclasse. La candidata democratica Hillary Clinton ha confermato il consolidato appetito di famiglia per il profumo dei soldi e per comportamenti estremamente disinvolti. Dal canto suo, Donald Trump ha fatto di tutto per allargare la base del consenso dell'ex segretario di Stato. Soprattutto riguardo alle dichiarazioni rilasciate sui 56 milioni di ispanici che vivono negli Stati Uniti. "Costruirò un muro per separare gli Stati Uniti dal Messico». "Deporterò gli 11 milioni di immigrati clandestini", che in buona parte sono latinos. Aggiungendo en passant e tanto per gradire spericolati giudizi come quello secondo cui i messicani sarebbero in gran parte "stupratori, narcotrafficanti e ladri".

La questione latinos
L'effetto è stato prevedibile. I latinos potrebbero dimostrarsi elettoralmente decisivi, un evento senza precedenti. Gli ispanici iscritti a votare sono 27,3 milioni, facendo registrare un aumento di oltre 4 milioni rispetto al 2012 che li porta al 12% del totale degli aventi diritto al voto. Chissà mai perché... Il meccanismo è ben illustrato dal Washington Post che ha intervistato un'americana sessantenne di origini cubane di Coral Glabes, Florida. Che ha deciso di dividere il suo voto, da sempre repubblicano. Per il Senato voterà infatti il candidato del partito, Marco Rubio, ma alla Casa bianca sceglierà Hillary. "I trust Rubio, but I don't trust Mr. Crazy" spiega: "Mi fido di Rubio, non di quel pazzo». Non sorprende quindi che l'affluenza al voto degli ispanici sia in forte aumento nel voto anticipato in vista delle presidenziali. Anche se gli analisti mettono il guinzaglio ai facili entusiasmi democratici. Perché al voto anticipato solitamente si decidono le persone già altamente motivate, mentre l'esito finale sarà fissato dai milioni di indecisi che ancora oggi si gingillano con l'idea di chi votare e, soprattutto, se andare a votare. Ciò non toglie che gli ispanici potrebbero per la prima volta nella storia essere decisivi per scegliere il prossimo inquilino della Casa bianca. E una vittoria di Hillary in salsa guacamole sarebbe tutto merito di "the Donald".