23 settembre 2018
Aggiornato 04:30

Tripoli, commando attacca sede compagnia petrolifera nazionale. Moavero a Bengasi dal generale Haftar

Testimoni riferiscono di esplosioni e colpi d'arma da fuoco. Morte almeno due persone
La sede della National Oil Corporation di Tripoli assaltata da un commando armato
La sede della National Oil Corporation di Tripoli assaltata da un commando armato (EPA/STR)

TRIPOLI - Un commando armato non meglio identificato ha attaccato questa mattina la sede della compagnia petrolifera libica NOC, National Oil Corp, a Tripoli. Alcuni testimoni hanno riferito di forti esplosioni e colpi d'arma da fuoco all'interno della sede, nella capitale libica. E' di almeno due morti e decine di feriti il bilancio "preliminare" dell'attacco attribuito all'Isis secondo quanto affermato dal ministero della Salute del governo d'Accordo nazionale (GNA). "Le squadre di soccorso hanno recuperato due cadaveri nella sede della compagna ed hanno soccorso decine di feriti, alcuni colpiti negli scontri a fuoco ed altri intossicati", ha detto un portavoce del ministero al portale al Wasat, aggiungendo che "al momento non abbiamo un bilancio definitivo delle vittime». La sede della compagnia petrolifera libica, che si trova in centro a Tripoli, ha preso fuoco. Un cordone di sicurezza è stato allestito dalle forze di polizia locali. 

Il racconto
Un funzionario della compagnia petrolifera nazionale ha spiegato da parte sua che uomini armati hanno attaccato il quartier generale della compagnia pubblica, dopo aver scambiato colpi d'arma da fuoco con le guardie. "Sono saltato fuori dalla finestra con altri colleghi, e poi abbiamo sentito un'esplosione", ha aggiunto sotto copertura dell'anonimato. L'attacco, che non è stato ancora rivendicato, arriva quattro mesi dopo quello del gruppo dello Stato Islamico (EI) ai danni dell'Alta Commissione Elettorale. In quella occasione morirono 14 persone."I servizi di sicurezza stanno cercando gli uomini armati all'interno dell'edificio, ma la nostra priorità è evacuare i civili bloccati all'interno", ha detto all'Afp Ahmed Ben Salem, un portavoce della forza al-Redaa, un gruppo armato che funge da forza di polizia a Tripoli. "La situazione è sotto controllo", ha detto ancora, aggiungendo che l'identità degli aggressori è ancora sconosciuta.

E' stato l'Isis?
Il commando è "opera di kamikaze dello Stato islamico" (Isis) hanno detto le forze di deterrenza libiche "Reda" del governo d'Accordo Nazionale (GNA), mentre media locali riferiscono della morte di quattro degli attentatori suicidi: due che si sarebbero fatti esplodere ed altri due uccisi. "Un attacco terroristico dell'Isis ha preso di mira la sede della NOC", ha scritto Reda sulla propria pagina Facebook aggiungendo che sul posto "sono stati trovati brandelli dei corpi dei kamikaze, alcuni di pelle nera». Secondo Libya Observer, il commando era composto da "circa 6 uomini armati che hanno fatto irruzione nell'edificio nel distretto di Dahra, usando armi leggere e granate». Due degli attaccanti sarebbero stati uccisi nello scontro a fuoco con le forze di sicurezza mentre "altri due si sono fatti esplodere, causando danni all'edificio", ha aggiunto. Il Dipartimento per la sicurezza nazionale è riuscito a evacuare tutti i dipendenti rimasti bloccati sul tetto dell'edificio della NOC, incluso il presidente Mustafa Sanallah, ha riferito sempre Libya Observer che parla anche di "vittime tra i membri del personale del NOC".

Moavero da Haftar
L'attentato avviene proprio nel giorno in cui il ministro degli Esteri italiani Moavero Milanesi è a Bengasi per incontrare il maresciallo Haftar. Lo comunica la Farnesina in un tweet, sottolineando l'impegno italiano per il rilancio di un "dialogo politico inclusivo" promosso dal rappresentante speciale Onu Ghassam Salamé. Obiettivo della missione del ministro Moavero in Libia, secondo la Farnesina, è favorire il dialogo politico inclusivo e il processo di riconciliazione nazionale promosso dal rappresentante speciale Onu Salamé, condividere obiettivi e finalità della Conferenza internazionale di novembre, sostenere un processo politico pacifico e inclusivo nella prospettiva delle elezioni. L'ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Perrone, ha condannato l'attacco contro la sede della compagna petrolifera libica avvento questa mattina nel centro di Tripoli, definendolo "un atto vile e spregevole». "L'attacco terroristico di oggi contro il quartier generale di un pilastro chiave dell'economia di #Libia è un atto vile e spregevole che non scoraggerà tutti i libici di buona volontà dal procedere verso la pace e la riconciliazione", ha detto il diplomatico in un tweet porgendo "le più sentite condoglianze alle vittime e alle loro famiglie".