12 dicembre 2018
Aggiornato 18:00

«Non è vergine»: sposa rimandata a casa uccisa dalla sua famiglia

L'orrore in Iraq. Human Right Watch: «Temiamo che l'assassino abbia una pena ridotta perché questo prevede la legge irachena»
Una protesta della Ong Hrw
Una protesta della Ong Hrw (Twitter / Hrw)

Un uomo riporta dei genitori la sposa perché nella prima notte di nozze scopre che «non è vergine», e uno dei fratelli della donna la uccide non appena rimette piede in casa. Succede, in questi nostri giorni, nella capitale irachena Baghdad come denuncia oggi Human Right Wach (HRW) con un comunicato di condanna ripreso dai media locali. «Lo sposo aveva riportato la donna dai suoi genitori il giorno dopo le nozze, affermando che non era vergine e, secondo le notizie diffuse dai media locali, sentendo questa accusa uno dei membri della famiglia si è avventato contro di lei picchiandola fino alla morte», ha affermato l'organizzazione umanitaria in un comunicato riportato dalla tv satellitare curda Rudaw.

«Un crimine spaventoso»
Per la Ong si tratta di un crimine «spaventoso contro una donna irachena nella sua casa che deve spingere il nuovo parlamento iracheno, appena formatosi, a emanare la legge contro la violenza familiare sospesa dal 2015». La polizia ha arrestato un »membro maschio della famiglia», riferisce l'emittente curda Rudaw.

Cosa dice la legge
HRW teme che «molto probabilmente l'assassino avrà una pena ridotta sulla base di una legge» che alleggerisce le pene per omicidi commessi per motivi di onore. «Non c'è nessun onore in un assassinio di tale brutalità, per giunta ingiustificato», ha aggiunto l'oraganizzazione non governativa.