19 giugno 2019
Aggiornato 14:30
Immigrazione

Merkel cede al Salvini tedesco: anche Berlino rafforzerà le misure anti-migranti

La cancelliera cerca di salvare l'accordo di coalizione e accetta le condizioni del suo ministro dell'Interno. La Germania sempre più a guida bavarese

Angela Merkel e, di spalle, Emmanuel Macron
Angela Merkel e, di spalle, Emmanuel Macron ( ANSA )

BERLINO - La Cancelliera tedesca Angela Merkel ha proposto agli alleati di coalizione una serie di misure per rafforzare il controllo dei flussi migratori: lo hanno reso noto fonti dell'esecutivo di Berlino. In particolare, Merkel vorrebbe che i migranti giunti in Germania ma già registrati in un altro Paese europeo siano accolti in centri speciali e in condizioni assai restrittive; questa proposta mira a ottenere l'appoggio dei conservatori bavaresi della Csu e in particolare del suo ministro degli Interni, Horst Seehofer. Una posizione che di fatto conferma quanto l'asse di governo tedesco sia traballante e, soprattutto, come il pugno duro deciso in Italia da Matteo Salvini abbia rafforzato le posizioni delle forze politiche di destra a livello europeo. Sul fronte immigrazione la Cancelliera ha stretto accordi con 14 partner europei, per velocizzare le procedure di respingimento dei migranti registrati in altri Paesi. In un documento di 8 pagine, consegnato agli alleati di governo, la cancelliera ha comunicato i risultati del vertice Ue: decisivi per salvare la Grosse Koalition.

La Germania e gli accordi con Grecia e Spagna
La Germania ha già firmato degli accordi con la Grecia la Spagna per la riammissione dei migranti registrati nei due Paesi mediterranei, e Merkel ha reso noto di aver avuto la disponibilità in linea di principio a fare altrettanto di altri 12 Paesi dell'Ue. «La Grecia e la Spagna sono pronte ad accettare i richiedenti asilo che in futuro saranno identificati dalle autorità tedesche alla frontiera con l'Austria e che hanno una registrazione Eurodac in quei Paesi», ha spiegato il governo tedesco alludendo al data base delle impronte digitali dell'Ue.

Intanto Macron prova a salvare il vertice di Bruxelles
In Francia un altro premier è in difficoltà: per questo il presidente francese Emmanuel Macron ha difeso «l'immagine di unità e di efficienza» offerto dall'Europa dopo l'accordo raggiunto a Bruxelles sulla questione migratoria. Ricevendo i primi ministri ceco e slovacco all'Eliseo, il presidente francese ha affermato di non credere a «alla fatalità delle logiche dei blocchi all'interno della nostra Unione. In questi tempi difficili, dobbiamo invece trovare un volto di unità, efficienza, nel rispetto dei nostri valori e delle nostre storie comuni», ha continuato Macron davanti alla stampa. «È questa l'immagine che abbiamo offerto ieri, durante una notte lunga, al Consiglio europeo, trovando soluzioni europee, in particolare sulla questione della migrazione», ha insistito Macron. 

L'incontro con Repubblica Ceca e Slovacchia
«Il nostro accordo è un ottimo segnale per gli europei che stavano perdendo fiducia nell'Unione europea», ha detto da parte sua Andrej Babis, alla guida in Repubblica Ceca di un governo che unisce i centristi e i populisti del partito ANO ai socialdemocratici di CSSD. Il suo omologo slovacco, Peter Pellegrini, d'altra parte ha reso omaggio a Emmanuel Macron, che porta «dinamismo nei dibattiti europei. Si fa tutto per avanzare nelle nostre soluzioni a livello europeo», ha aggiunto.

Bruxelles contraria ai centri chiusi fuori dall'Ue
E Bruxelles? In questa partita gioca un ruolo marginale e si limita solo ad analizzare la situazione. Nelle scorse ore il commissario Ue Pierre Moscovici si è detto, durante una riunione dei socialdemocratici europei al Cirque d'Hiver di Parigi, «poco entusiasta» per l'idea di creare «centri chiusi fuori dall'Ue» per l'accoglienza dei migranti. «Confesso personalmente di essere poco entusiasta» per questa proposta, ha detto Moscovici, «forse perché sono figlio di un uomo venuto in Francia come rifugiato (...)» e «perché affida il futuro di una grave questione umanitaria a Stati ritenuti sicuri, ma lo saranno per sempre?» ha aggiunto. Certo, il «Consiglio europeo ha evitato il peggio, vale a dire l'esplosione, vale a dire la totale rinazionalizzazione delle politiche migratorie», ha insistito Moscovici. Ma «ci sono due dimensioni in una politica migratoria: una dimensione di fermezza, di protezione e di sicurezza, e questa è stata trattata» e «un'altra dimensione, quella umana, umanitaria, dell'asilo, e lì i risultati non sono solo mediocri, sono nulli», ha aggiunto il commissario europeo, che non ha escluso di candidarsi alle elezioni europee del 2019.