14 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Libia

Libia, Sarraj vuole una forza militare a Sud: a rischio il vertice con Haftar

Dubbi sull'incontro che la Francia starebbe organizzando come avvenuto lo scorso anno

Il premier libico Fayez al Sarraj con Angela Merkel, Mariano Rajoy e Paolo Gentiloni
Il premier libico Fayez al Sarraj con Angela Merkel, Mariano Rajoy e Paolo Gentiloni ANSA

TRIPOLI - Il premier libico Fayez al Sarraj ha ordinato ai propri vertici militari di creare una forza per proteggere la regione meridionale del Paese. Decisione che rischia di alimentare le divergenze con il generale Khalifa Haftar, stando a quanto riferito al quotidiano Asharq al Awsat da fonti vicine all’uomo forte della Cirenaica, secondo cui Haftar potrebbe decidere di disertare l’incontro che la Francia sta progettando tra i due leader libici, simile a quello tenuto il 25 luglio dello scorso anno a Celle-Saint-Cloud, nei pressi di Parigi. Sarraj ha dato istruzione ai comandanti delle forze armate di Tripoli e delle regioni occidentale e centrale del Paese di dare vita, entro 10 giorni, a un’unità incaricata di garantire la sicurezza nel Sud. Da mesi sono in corso nella città di Sebha scontri tra la tribù araba Alwad Suleiman e i Tebu, che vivono nella zona a cavallo tra Libia, Niger e Ciad.

Le conseguenze
Fonti vicine ad Haftar hanno detto che l’intervento militare di Sarraj nel Sud non farà altro che aggravare le divergenze politiche e militari con l’autoproclamato Esercito nazionale libico guidato dal generale. Le stesse fonti hanno sottolineato che tale iniziativa potrebbe indurre Haftar a non sedersi al tavolo con Sarraj nell’incontro che la Francia sta progettando e potrebbe anche ostacolare i negoziati in corso da mesi in Egitto tra gli ufficiali militari delle due parti per unire le forze armate del Paese. Proprio Francia ed Egitto hanno sollecitato alla fine di aprile – poco dopo il rientro in Libia di Haftar a seguito di un ricovero in un ospedale di Parigi per non meglio precisati problemi di salute – la tenuta delle elezioni entro la fine dell’anno, come previsto dal piano di pace dell’inviato Onu Ghassan Salamé.

Un Paese senza Costituzione
Al termine di un incontro al Cairo, il 29 aprile scorso, tra la delegazione francese guidata dal ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian e il presidente egiziano Abdel-Fattah Al Sisi, affiancato dal ministro degli Esteri Sameh Shoukri e dal segretario generale della Lega araba Ahmed Abul-Gheit, il portavoce della presidenza egiziana aveva sottolineato la necessità di «accelerare i piani per tenere le elezioni prima della fine dell’anno». Al termine dell’incontro tra i due leader libici dello scorso anno in Francia, il presidente Emmanuel Macron aveva annunciato un accordo tra Sarraj e Haftar per tenere le elezioni nella «primavera» del 2018. Ma ad oggi non è stata ancora discussa e approvata una legge elettorale e il Paese manca ancora di una Costituzione, tanto che lo stesso Salamé ha espresso dubbi di recente sulla possibilità di portare i libici al voto prima del 2019.