15 dicembre 2019
Aggiornato 10:30

Caso Skripal, oltre 100 espulsioni diplomatici russi da Ue e Usa

Due espulsi anche dall'Italia, 60 da Usa

LONDRA - Una risposta coordinata e imponente quella degli alleati occidentali della Gran Bretagna che oggi hanno annunciato una raffica di espulsioni a danno di diplomatici russi per l'avvelenamento dell'ex spia russa Sergey Skripal, avvenuta nel Regno Unito. Una decisione a cui Mosca ha già annunciato che risponderà in maniera "speculare». Gli Stati Uniti hanno espulso «60 spie russe», mai avvenuto in precedenza in un unico caso, 14 Paesi Ue hanno decretato la stessa sorte per un numero più ristretto, ma altrettanto importante di diplomatici e tra questi anche due in Italia.

Espulsioni
Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha annunciato nel pomeriggio che 14 Paesi europei «hanno deciso di espellere diplomatici russi» e che «ulteriori misure, tra cui altre espulsioni, non sono escluse nei prossimi giorni e nelle prossime settimane». Una mossa che era stata ventilata anche nelle ore precedenti dai media di mezza Europa e dall'altra parte dell'Atlantico. L'espulsione di diplomatici russi da una maggioranza di Paesi Ue, dagli Usa e dal Canada "è la continuazione sulla linea dello scontro e dell'escalation" nei confronti della Russia e non aiuterà a trovare la verità nel caso dell'avvelenamento dell'ex spia russa, ha contestato Mosca nella prima reazione ufficiale, espressa dal ministero degli Esteri in un comunicato.

Protesta russa
«Esprimiamo una decisa protesta in relazione alla decisione presa da una serie di Paesi membri dell'Ue e della Nato di espellere diplomatici russi - si legge nel comunicato - Consideriamo tale passo ostile e non corrispondente agli interessi di trovare le cause e i responsabili dell'incidente accaduto il 4 marzo a Salisbury», ovvero l'avvelenamento di Skripal e della figlia Yulia con un agente nervino. Immediato anche il commento della Gran Bretagna che la scorsa settimana aveva espulso 23 diplomatici russi. «La straordinaria risposta internazionale da parte dei nostri alleati entra nella storia come la più grande espulsione collettiva di agenti dell'intelligence russa e contribuirà a difendere la nostra comune sicurezza», ha twittato il ministro britannico degli Esteri, Boris Johnson aggiungendo che «la Russia non puù impunemente violare le regole internazionali».

La Casa Bianca
La Casa Bianca ha parlato apertamente di 60 «spie» che hanno approfittato della copertura diplomatica per lavorare negli Stati Uniti. Parlando con Axios, i funzionari statunitensi hanno detto che «la porta al dialogo resta aperta» con la Russia, ma solo dopo che avrà ammesso le sue responsabilità nell'attacco. «Quando attacchi i nostri amici, affronterai serie conseguenze» ha commentato una fonte. Del totale nella lista americana, 48 russi lavorano in ambasciata e 12 alla missione russa presso le Nazioni Unite. La decisione è stata presa a una settimana dalla telefonata tra il presidente Donald Trump e l'omologo russo, Vladimir Putin, durante la quale non era stato affrontato il caso Skripal, su cui Mosca ha negato responsabilità.

La più ampia singola espulsione
La misura decisa oggi dagli Usa rappresenta «la più ampia singola espulsione» di russi dagli Stati Uniti, ha sottolineato un funzionario americano. Nel 1986, l'amministrazione Reagan ordinò a 55 diplomatici moscoviti di lasciare il Paese, mentre nel dicembre 2016 l'allora presidente Barack Obama cacciò 35 diplomatici per via della presunta interferenza russa nelle elezioni presidenziali statunitensi. Poi, lo scorso luglio, il Cremlino ha ordinato a Washington di ridurre il suo personale diplomatico in Russia di 755 persone, e Trump ha risposto, ad agosto, con la chiusura del consolato russo a San Francisco e di edifici diplomatici di New York e Washington. Nel Continente europeo le espulsioni sono state annunciate da Germania, Francia, Italia, Olanda, Finlandia, Polonia, Lettonia, Lituania, Estonia, Ucraina (dove ben 13 diplomatici dovranno lasciare il Paese) e Repubblica ceca. «A seguito delle conclusioni adottate dal Consiglio Europeo del 22 e 23 marzo scorso, in segno di solidarietà con il Regno Unito e in coordinamento con partner europei e alleati NATO, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha notificato oggi la decisione di espellere dal territorio italiano entro una settimana due funzionari dell'Ambasciata della Federazione Russa a Roma accreditati in lista diplomatica», ha annunciato la Farnesina.