12 dicembre 2019
Aggiornato 15:00

Francia, Sarkozy si difende: dal 2011 'vivo l'inferno di questa calunnia'

Ex presidente francese incriminato per finanziamento illecito dalla Libia di Gheddafi, che poi attaccò nella campagna del 2011

PARIGI - Dal 2011 «vivo l'inferno di questa calunnia»: si difende così l'ex presidente francese Nicolas Sarkozy, in una delle sue dichiarazioni ai giudici, che indagano sui presunti finanziamenti illeciti ricevuti dalla Libia durante la sua campagna elettorale del 2007. Sarkozy è stato formalmente incriminato per «corruzione passiva», «finanziamenti illeciti alla campagna elettorale» e «occultamento di fondi pubblici libici». Secondo quanto riferito ieri dal quotidiano Le Monde, l'ex capo dello Stato sarebbe ora in libertà vigilata.

L'indagine
L'indagine era stata avviata nella primavera del 2013 per appropriazione indebita di fondi pubblici e corruzione attiva e passiva, ed è stata estesa, lo scorso gennaio, per presunti «finanziamenti illegali alla campagna elettorale». Diversi ex funzionari libici e l'intermediario franco-libanese Ziad Takieddine hanno confermato l'esistenza di finanziamenti illeciti alla campagna elettorale del 2007. Altri ex funzionari libici hanno negato.

Assenza di prove
L'ex presidente francese ha inoltre denunciato ai giudici l'assenza di prove a suo carico nell'ambito dell'inchiesta per presunti finanziamenti illeciti ottenuti dalla Libia di Muammar Gheddafi durante la sua campagna elettorale nel 2007.  "Durante le 24 ore della mia custodia, ho provato con tutta la forza della mia convinzione di dimostrare che gli indizi gravi e concordanti che sono alla base delle accuse non esistevano. Dall'11 marzo 2011, vivo l'inferno di questa calunnia», ha detto l'ex presidente della Repubblica, chiedendo di essere posto sotto lo status di testimone assistito. A riportare le parole di Sarkozy ai magistrati è stato il quotidiano Le Figaro. «Nell'elenco dei fatti che contestate, avete indicato che ho lavorato per promuovere gli interessi dello stato libico. Come si può dire che ho favorito gli interessi dello stato libico? Sono stato io a ottenere il mandato dell'Onu per colpire lo stato libico di Gheddafi. Senza il mio impegno politico, questo regime probabilmente sarebbe ancora presente», ha spiegato Sarkozy.

Autodifesa
 L'ex capo dello Stato francese ha quindi ricordato che «tra il 2007 e il 10 marzo 2011, non si fa menzione del presunto finanziamento della campagna». «Le dichiarazioni di Gheddafi, della sua famiglia e del suo clan sono iniziate solo l'11 marzo 2011, vale a dire il giorno dopo il ricevimento all'Eliseo della Cnt, cioè gli avversari di Gheddafi. Fu allora, e mai prima, che è iniziata la campagna di calunnia», ha insistito Sarkozy. «Sono accusato senza alcuna prova materiale dalle dichiarazioni di Gheddafi, suo figlio, suo nipote, suo cugino, il suo portavoce, il suo ex primo ministro e le dichiarazioni del signor Takieddine che è stato dimostrato ripetutamente che ha ricevuto denaro dallo stato libico. Direi che ha saccheggiato lo stato libico», ha poi spiegato l'ex presidente ai magistrati, dando ripetutamente del bugiardo allo stesso Takieddine, persona che «mente» e che «non ha alcuna prova».

(fonte afp)