10 dicembre 2018
Aggiornato 09:30

La Russia di Putin nel 2025: povertà estirpata e pari dignità con i partner occidentali

Più spesa pubblica, più investimenti esteri e lotta alla povertà. Ma anche una rapida, e imparabile, risposta nel caso in cui la Russia fosse attaccata
Il presidente russo Vladimir Putin.
Il presidente russo Vladimir Putin. (EPA/MICHAEL KLIMENTYEV / SPUTNIK / KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT)

MOSCA - L’immensa Russia disegnata su uno sfondo azzurro, in primo piano il presidente Putin che parla parzialmente nascosto da un piccolo podio bianco su cui è disegnata l’aquila bicipite dello zarismo. E’ l’immagine, vagamente glaciale, con cui il presidente russo ha chiuso la campagna elettorale per le prossime elezioni, previste per il 18 marzo. Un discorso solo apparentemente di routine, ma con forte impatto politico data l'imminenza del 18 marzo. Vladimir Putin, ex colonnello sovietico del Kgb, mai come oggi è apparso come il sincretismo di tutti gli incredibili passati della Russia. Il successore zarista di Alessandro II e l’erede del maresciallo Stalin: due figure che proprio durante la sua lunga presidenza sono state rivisitate dagli storici russi. D’altronde, il concetto di unione culturale e sociale tra tutto ciò che ha diviso e lacerato la Russia nel corso della sua tumultuosa, e per molti aspetti unica, storia, è alla base di «Russia Unita», il partito fondato da Vladimir Putin; anche se a queste elezioni correrà da indipendente. Un paese attraversato, da sempre, da forti correnti culturali contrapposte, una miscellanea di lingue, appartenenze, rivalità, che si tiene insieme attraverso il primato del nazionalismo e della orgogliosa diversità culturale rispetto l’Occidente. 

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Nessuna minaccia all'Occidente
Ovviamente non si è trattato di un discorso di routine: le parole di Putin sono state nette, e il classico silenzio che caratterizza i suoi interventi appariva ancora più denso. Putin in questo momento getta le basi della Russia post Putin: lo fa dettando un'agenda che arriva fino al 2030 e oltre, quando sarà fuori gioco. La successione a quest'uomo si può dire che avrà la stessa importanza dei passaggi dall'Urss alla Russia. Proiettato nel futuro, data anche la scadenza elettorale, il suo discorso è apparso faraonico. Promesse elettorali? Possibile: ma si tenga conto che il presidente russo non necessita di sparate elettorali, dato che stravincerà le prossime elezioni. Il suo consenso, indubbiamente drogato dai media che lo incensano, probabilmente creandogli perfino un danno dati i livelli a volte grotteschi, è pari al 70%. Putin in Russia è un'icona, non è nemmeno un politico. Crescita demografica – curioso notare che in Italia questo tasto sia stato invce completamente sorvolato da quasi tutti i partiti -  sviluppo economico, dal rinnovamento delle infrastrutture fino alla politica degli armamenti: questo il cuore del suo discorso. Nonostante l’insistenza dei media occidentali sul punto relativo agli armamenti, ci torneremo dopo, l’ultimo discorso presidenziale di Putin – almeno fino alla prossima rielezione – è il manifesto sociale e culturale di un paese che esce da un’apocalisse lunga un secolo. Due guerre mondiali, lo sterminio dei Romanov, la Rivoluzione d'Ottobre, il comunismo di guerra, lo stalinismo e il grande terrore, la Guerra fredda e l'isolamento, il collasso, il saccheggio, l'anarchia, la mafia degli oligarchi, la catastofe finanziaria degli anni Novanta. Se si guarda al passato di questo grande paese, che abolì la servitù della gleba nel 1861, gli anni recenti appaiono come i più tranquilli da secoli.

Sanità è civiltà
«La Russia è diventata una potenza economica mondiale, ma sotto alcuni punti di vista, estremamente importanti, non abbiamo raggiunto i livelli richiesti, ma dobbiamo farlo e lo faremo». La sanità russa è pubblica, ma caratterizzata da un forte impoverimento di materiale e medici. Il collasso dell'Urss, l'anarchia dell'epoca Eltcin, i duri piani di rientro del Fmi, hanno aperto un baratro non solo nel settore sanitario. Il quadro della salute della popolazione russa è molto preoccupante: la speranza di vita alla nascita è di 64 anni per gli uomini – il dato più basso tra tutti i paesi europei, 11 anni in meno rispetto alla media dei paesi UE – e 75 per le donne. «Entro la fine del prossimo decennio la Russia dovrebbe entrare nel novero dei paesi dove l'aspettativa di vita supera gli 80 anni», ha dichiarato il presidente russo, illustrando il miglioramento degli indicatori demografici in genere, in contrasto con le dinamiche ereditate dalla Seconda guerra mondiale e dalla crisi degli anni Novanta. 

Povertà e demografia
«Nel 2000 in Russia vivevano più di 42 milioni di persone sotto la soglia di povertà, oggi ce ne sono 20 milioni, ma restano ancora troppe», ha ammesso il presidente Putin. La Russia, ha sostenuto il presidente, «taglierà della metà il numero di persone sotto il livello della povertà e aumenterà del 50% il Pil pro capite a parità di potere d’acquisto dei russi, e cioè a 40mila dollari annui». Numeri stratosferici. Da sottolineare la locuzione utilizzata dal presidente «a parità di potere d’acquisto»: il costo della vita in Russia è circa un terzo rispetto gli Usa e buona parte dei servizi, per quanto a volte sgangherati, sono gratuiti o semi gratuiti. Un balzo importante quindi, ma non impossibile. La popolazione russa potrebbe crollare ad appena 131 milioni, poco più di 5,5 persone per chilometro quadrato, entro il 2050, dagli attuali 146 milioni. Per contrastare questo flagello, caratteristico di tutte le economie sviluppate, in Russia si creeranno oltre 270 mila posti di asilo-nido entro i prossimi 3 anni: 800 dollari mensili verranno elargiti alle donne che faranno più di un figlio. 

Più Stato, più impresa
Il programma del presidente Putin per il suo prossimo mandato ha un architrave chiaro: più stato, più spesa pubblica, più investimenti privati esteri. E’ una sorta di piano Beveridge volto alla rimozione della povertà e della diseguaglianza, quello di Putin. Gli investimenti pubblici non saranno correlati al prezzo del petrolio: dichiarazione programmatica che apre la strada alla riforma del settore pensionistico da un lato, e all’aumento del deficit per investimenti dall’altro. Il sistema pensionistico attuale manda a riposo le donne a 55 anni e gli uomini a 60: è uno degli ultimi retaggi dell’Urss. L’età a cui ci si potrà ritirare dal lavoro, probabilmente, verrà innalzata a quota 60 e 65. Il programma infrastrutturale, keynesismo quindi, avrà come epicentro le steppe siberiane dato che si procederà con il triplicamento della linea ferroviaria - anche grazie ai piani di investimenti cinesi – della cosiddetta «Nuova via della Seta». Aumenteranno del 50% il numero di voli internazionali, mentre i collegamenti internet ad alta velocità dovranno raggiungere anche i luoghi più remoti del Paese. «Spero che la banca centrale mi sosterrà», ha sibilato il presidente russo. La Banca Centrale Russa, pubblica, è lui. Per quanto riguarda la fiscalità, la Russia del prossimo settennato putiniano cancellerà la tassazione piatta al 13%, tornerà alla progressività. Questo per ovvie ragioni: un paese che ha gli oligarchi e vuole crescere deve recuperare denaro.

Difesa e rapporti internazionali
Un discorso di apertura, ma anche d’orgoglio. Agli Stati Uniti la Russia chiede un azzeramento dei rapporti diplomatici, un vero nuovo inizio. Nell’illustrare i progressi tecnologici della difesa russa, il cui budget è un decimo di quello statunitense e nel tempo ha subito importanti razionalizzazioni, Putin ha mostrato in un video la costruzione di un nuovo missile da crociera con un sistema di propulsione nucleare che avrebbe una gittata illimitata e una traiettoria di volo imprevedibile. Basta vedere la mappa della dislocazione dei missili intercontinentali che circondano la Russia per capire a cosa si riferisca Vladimir Putin. «Una Russia militarmente forte è garanzia di pace in tutto il nostro pianeta. Dobbiamo essere in grado di rispondere, se qualcuno cercherà di usare armi nucleari contro la Russia, dovrà vedersela con una ritorsione immediata. Tutto quello che vi sto mostrando – ha detto alla platea – è completamente nuovo, inventato dai nostri ingegneri. Questi missili ancora non hanno un nome». Il presidente russo ha quindi presentato quale sarà, o vorrebbe essere, l'ultima fase del suo lavoro politico. Al di là delle polemiche strumentali alla campagna elettorale permanente presente negli Stati Uniti, è innegabile che questa agenda rappresenti un'opportunità di sviluppo per l'Occidente che non ha voglia di inutili tensioni, e ancor meglio di pericolose intemerate militari.