20 ottobre 2018
Aggiornato 04:30

Ema, ricorso italiano alla Corte Ue. Bruxelles: solo polemica elettorale

Continuano le polemiche sull'assegnazione della sede dell'Ema, dopo che il Governo italiano ha presentato ricorso alla Corte di giustizia Ue
Lo Spark Building, sede temporanea dell'era ad Amsterdam.
Lo Spark Building, sede temporanea dell'era ad Amsterdam. (EPA/REMKO DE WAAL)

BRUXELLES - Dopo le polemiche dei giorni scorsi sull'inadeguatezza di Amsterdam e la promessa del Governo italiano di fare ricorso, la Corte di giustizia dell'Unione europea fa sapere che, sulla questione dell'assegnazione dell'Ema ad Amsterdam anziché a Milano, sono stati presentati due ricorsi per annullamento della decisione del Consiglio europeo. Uno è giunti davanti alla Corte Europea da parte dell'Italia, l'altro davanti al Tribunale Ue da parte del Comune di Milano. Il ricorso per annullamento del governo italiano, contro il Consiglio Ue, è stato assegnato davanti alla Corte di Giustizia con il numero C-59/18. Quello del Comune di Milano, sempre contro il Consiglio, è stato assegnato al Tribunale Ue (l'organismo di prima istanza della Corte) con il numero T-46/18. La Corte Ue riferisce di non poter ancora comunicare nulla sui dettagli del contenuto dei ricorsi. 

Commissione Ue: polemica elettorale
Dal canto suo, il commissario Ue alla Salute, Vytenis Andriukaitis, rispondendo in conferenza stampa alle domande dei giornalisti sui ricorsi italiani per l'annullamento dell'assegnazione della sede dell'Agenziia europea del Farmaco ad Amsterdam, ha affermato che «la Commissione non entra nel dibattito elettorale italiano: la decisione del Consiglio è presa»«Mi dispiace, ma io personalmente non sono parte del dibattito elettorale italiano, né lo è la Commissione. La decisione del Consiglio è stata presa e noi seguiamo questa decisione: l'Ue è basata sullo Stato di diritto». Ha detto Andriukaitis, rispondendo alle domande dei giornalisti sui ricorsi italiani sull'Ema. «Ponete queste domande al Parlamento europeo o al governo italiano: non sta alla Commissione prendere parte in un dibattito che è molto vicino alla campagna elettorale italiana», ha aggiunto il commissario.