Immigrazione

La missione in Libia spacca il governo: Mario Giro fa infuriare Gentiloni e Minniti

L'intervista rilasciata dal viceministro degli Esteri Mario Giro, in cui vengono espresse preoccupazioni per la condizione dei migranti in Libia, non è piaciuta a Paolo Gentiloni e Marco Minniti, perché sintomatica di divisioni che si voleva tenere riservate

Il viceministro degli Esteri Mario Giro e il premier Paolo Gentiloni
Il viceministro degli Esteri Mario Giro e il premier Paolo Gentiloni (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

ROMA - «Le nostre navi continueranno a raccogliere i migranti. Sarebbe auspicabile, anche quelli ospitati da imbarcazioni bloccate dalla Guardia costiera libica, quando le nostre imbarcazioni siano in condizione di poterlo fare. Perché riportarli in Libia, in questo momento, vuol dire riportarli all'inferno». L'impegno umanitario in questo momento è, per il vice ministro agli Esteri Mario Giro, la stella polare dell'intervento italiano. Lo spiega in un'intervista al quotidiano La Stampa. Secondo il vice ministro, riportare semplicemente queste persone in Libia non garantisce la loro incolumità e non risolve le situazioni. «I migranti finiscono in centri di detenzione nelle mani delle milizie, che ne approfittano per fare i loro commerci; questa politica non raggiunge nemmeno l'obiettivo di alleggerire la situazione, c'è molta gente che vive su questi traffici», sottolinea Giro.

Mal di pancia
Parole che hanno causato diversi mal di pancia nel governo, in quanto ben rappresentative delle tensioni esistenti nell'esecutivo sulla missione libica. Tanto che, secondo quanto riporta La Stampa, da Palazzo Chigi sarebbe partita una telefonata: «Caro Mario, potevi evitare di porre il problema dalle colonne di un giornale…». Anche perché, secondo il Governo, il problema posto da Giro sarebbe stato risolto chiedendo un massiccio coinvolgimento dell’Unhcr e dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Ma il timore dell'esecutivo è che Giro possa essere soltanto il primo a esternare una sensibilità in realtà molto diffusa tra i cattolici e nell’ala sinistra della maggioranza. 

Da Delrio alla Boschi
Ad esempio, la posizione dello stesso ministro Delrio sull’uso dei porti italiani sarebbe molto diversa da quella di Minniti: il titolare dei Trasporti sarebbe infatti contrario alla chiusura dei porti alle Ong non firmatarie del Codice di condotta. Una forma mentis che sarebbe condivisa peraltro dall'ala cattolica del Governo, in primis dalla sottosegretaria Maria Elena Boschi, ma anche dal viceministro dell’Agricoltura, Mario Olivero, ex presidente delle Acli, che infatti ieri ha ritwittato l’intervista del collega.  Un'intervista che in effetti ha raccolto il sostegno di diverse personalità politiche. «Con Giro che oggi ci ricorda che tenere i profughi in Libia è come tenerli in un inferno. Occorrono garanzie», scrive in un tweet la deputata prodiana Sandra Zampa, della minoranza dem, mentre la collega Ileana Piazzoni condivide l’intervista postata su Facebook dal viceministro. Sentori di una rottura in vista?