Relocation e procedure d'infrazione

Migranti, Repubblica ceca accusa l'Italia: Roma non ha collaborato per le relocation

Praga, per difendersi dall'accusa della Commissione Ue di non aver accolto alcun migrante dall'Italia, ha intenzione di prendersela contro le autorità della Penisola, accusandole di non aver fatto quanto richiesto dalla controparte ceca per rendere possibile il trasferimento

Barcone di migranti
Barcone di migranti (ANSA)

PRAGA - Praga, per difendersi dall'accusa della Commissione Ue di non aver accolto alcun migrante dall'Italia, ha intenzione di prendersela contro le autorità della Penisola, accusandole di non aver fatto quanto richiesto dalla controparte ceca per rendere possibile il trasferimento. Ad anticiparlo sono questa mattina i media cechi. Mancano infatti due giorni alla scadenza entro la quale la Repubblica ceca dovrà fornire spiegazioni rispetto alla procedura di infrazione avviata lo scorso 14 giugno da Bruxelles.

Giustificazioni
«Inizialmente gli interlocutori italiani non ci hanno consentito di attuare nel loro territorio i colloqui di sicurezza con dieci immigrati che avremmo potuto accogliere. Successivamente, alla nostra seconda manifestazionie di disponibilità, la parte italiana non ha neanche risposto» secondo la spiegazione attribuita a fonti governative e pubblicata oggi da Ctk, principale agenzia stampa ceca. Sarà quindi questa una delle principali giustificazioni che troveranno spazio nella lettera di risposta alla Commissione Ue, in procinto di essere inviata da Praga. 

Replica
Tale replica riguarderà anche le autorità greche, altro paese coinvolto nella crisi dei migranti, dal quale la Rep. ceca ha accolto 12 profughi, cifra comunque insignificante rispetto ai circa 2.600 migranti che Praga dovrebbe ricevere in base alle quote Ue di ricollocazione. La procedura di infrazione avviata da Bruxelles riguarda anche l'Ungheria e la Polonia, altri due paesi che hanno detto fermamente no alle quote di ricollocazione dei migranti indicate dalla Commissione Ue.