14 novembre 2019
Aggiornato 18:30
La migliore nella comunicazione social

Francia, sui social ha stravinto Marine

Se c'è una cosa in cui Marine Le Pen ha dimostrato di non avere rivali, quella è la comunicazione social. Con cui è riuscita a colmare sempre maggior divario tra politica e popolo

PARIGI - Se c'è una cosa in cui Marine Le Pen ha dimostrato di non avere rivali, quella è la comunicazione social. 1 milione 467mila follower su Twitter, più di 1 milione 550mila su Facebook: la strategia della leader del Front National si è dimostrata ampiamente vincente. Una strategia che, per certi versi (anche se con le dovute differenze) un po' ricorda quella di Donald Trump: entrambi, infatti, si sono dichiarati allergici ai media cosiddetti «mainstream» che, da sempre, nutrono una malcelata antipatia nei confronti dei candidati anti-establishment. I social network, invece, sono le nuove piazze, i nuovi bar, i nuovi luoghi di aggregazione. Dove il messaggio galoppa velocissimamente e in maniera pervasiva, raggiungendo milioni di persone.

Philippe Vardon
Marine ha avuto chiaro le potenzialità dei social fin da subito. Così, da un piccolo ufficio di Rue du Fauburg Saint-Honoré, nel cuore della capitale francese, il team della candidata del Front National ha elaborato la sua strategia di comunicazione. I principali responsabili di quest'ultima, secondo il Financial Times, sarebbero tre. Il primo è Philippe Vardon, 36 anni, uno dei più influenti del gruppo, ex leader del 'Blocco identitario', formazione del sud della Francia più a destra del Front National. Dal 2015, grazie anche all'appoggio di Marion Le Pen, si è messo al servizio del messaggio di Marine. .

Sebastien Chenu
Poi c'è Sebastien Chenu, 43 anni, ex repubblicano ed ex capo di gabinetto di Christine Lagarde ai tempi in cui l'attuale direttore del Fondo Monetario Internazionale era ministro del governo di Dominique de Villepin. L'uomo che non ci si aspetterebbe, insomma, ma che, nel 2014 lasciò il centrodestra per avvicinarsi al Front National.

Philippe Olivier
Quindi, Philippe Olivier, cognato di Marine, anche lui ex repubblicano. Divenne consulente della leader del Fn durante le vittoriose regionali del 2015, quando il partito dell'ultradestra francese toccò la fatidica quota del 28%.

Vous êtes les propriétaires de la maison France. Je vous en rendrai les clés ! 🗝

Très belle fête populaire à #Ennemain ❤️🎉#MarineEnPicardie pic.twitter.com/6iQimDHEpI

— Marine Le Pen (@MLP_officiel) 4 maggio 2017

Dirette Facebook
Ma il segreto di Marine è la costante presenza del suo «tocco diretto» sui social. La donna dell'ultradestra francese, cioè, non si affida esclusivamente ai suoi mentori, ma non rinuncia a scrivere di proprio pugno, stabilendo un contatto diretto con gli utenti. La Le Pen, tra l'altro, è stata tra i primi politici e leader europei a sfruttare le potenzialità della nuova funzione di Facebook «Live». Già a partire dal 26 febbraio 2016, infatti, la leader del Front National ha creato un vero e proprio format chiamato «Dialogue avec Marine».

Dimanche, choisissez la France 🇫🇷 !#ChoisirLaFrance pic.twitter.com/WFAkS3CNby

— Marine Le Pen (@MLP_officiel) 5 maggio 2017

Agorà pubbliche
L'intuizione di Marine Le Pen, e del resto di tutti i leader cosiddetti «populisti» riguarda in effetti il contatto diretto con gli utenti-elettori. In un'epoca in cui la politica è percepita sempre più lontana dal «popolo», la funzione di «agorà pubbliche» dei social network viene sfruttata per riempire questo solco. Nella campagna offline come quella online, Marine Le Pen ha compiuto una continua discesa verso il popolo, la gente, quella troppo spesso dimenticata dai partiti tradizionali. Non a caso, a tenerle testa sui social, solo il candidato di estrema sinistra Jean Luc Melenchon. Sui social, insomma, ha indubbiamente vinto Marine.