Promosso da Emirati arabi uniti, scrive il Washington Post

Trump e il presunto incontro segreto con Mosca alle Seychelles

Per il Washington Post, gli Emirati arabi uniti hanno organizzato un incontro a gennaio alle isole Seychelles tra il fondatore di Blackwater, Erik Prince, e una persona molto vicina al presidente Putin

Un murales che raffigura il presidente russo Vladimir Putin e il presidente Usa Donald Trump a Belgrado.
Un murales che raffigura il presidente russo Vladimir Putin e il presidente Usa Donald Trump a Belgrado. (EPA/ANDREJ CUKIC)

NEW YORK - Gli Emirati arabi uniti hanno organizzato un incontro a gennaio alle isole Seychelles tra il fondatore di Blackwater, Erik Prince, e una persona molto vicina al presidente russo Vladimir Putin. L'obiettivo sarebbe stato quello di creare un canale segreto di comunicazione tra Mosca e l'allora presidente eletto Donald Trump. Lo scrive il Washington Post citando fonti europee e arabe. L'incontro è avvenuto lo scorso 11 gennaio - 9 giorni prima della cerimonia di insediamento di Trump - ma l'agenda dei temi discussi non è stata resa nota.

L'iniziativa degli Emirati
Gli Emirati hanno deciso di ospitare e organizzare la riunione per capire se Mosca avrebbe voluto chiudere le sue relazioni con l'Iran (e la Siria). Questo sarebbe anche uno degli obiettivi dell'amministrazione Trump, che in cambio potrebbe diminuire le sanzioni americane nei confronti della Russia.

Il ruolo di Prince
Anche se Prince - fondatore della società militare privata, Blackwater - non ha avuto alcun ruolo ufficiale nel team di transizione di Trump, si è presentato agli Emirati come inviato non ufficiale di Trump. Prince da sempre è un sostenitore del presidente americano e ha legami personali con molti funzionari della nuova amministrazione americana, compreso il consigliere Stephen Bannon. Inoltre la sorella di Prince è Betsy DeVos, segretario all'educazione degli Stati Uniti.

Le indagini dell'Fbi
La notizia dell'incontro è emersa nel corso delle indagini dell'Fbi sulle possibili interferenze della Russia nella campagna presidenziale americana. Allo stesso tempo la polizia federale sta cercando di capire quali sono stati i rapporti tra la campagna di Trump e il Cremlino. Il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, ha negato di essere a conoscenza dell'incontro che secondo le fonti del Washington Post sarebbe durato due giorni interi.

La parziale smentita di Prince
Prince, attraverso un portavoce, non ha negato il meeting, ma ha semplicemente sottolineato come non ci sia alcuna connessione con l'amministrazione Trump e con la possibilità di creare un canale segreto di comunicazione tra Putin e Trump. Il Washington Post sostiene inoltre che ai tempi del vertice segreto, gli Emirati arabi uniti credevano che Prince avesse avuto l'ok da parte della nuova amministrazione per trattare a suo nome, anche se in maniera non ufficiale.

Nessun approfondimento dei rapporti
Alla fine, nonostante sia per la Russia che per gli Emirati l'incontro sia stato positivo, si è preferito evitare di continuare ad approfondire i rapporti (e magari a creare il canale privilegiato tra i due leader) perché la cosa stava diventando troppo rischiosa a livello politico. Proprio in quel periodo infatti sono aumentate le pressioni da parte della stampa sulla questione russa. E l'Fbi aveva iniziato a guardare più da vicino i possibili legami.