23 giugno 2017
Aggiornato 14:00
Navalny ha preso distanze, definendo l'azione una provocazione

Russia, nuove proteste e decine di fermi. Ma è mistero sugli organizzatori

Altra manifestazione illegale a Mosca, altri arresti, altro scandalo. E non è chiaro chi abbia organizzato le proteste, e perché

Nuovi arresti a una manifestazione non autorizzata a Mosca.
Nuovi arresti a una manifestazione non autorizzata a Mosca. (ANSA/SERGEI ILNITSKY)

MOSCA - La polizia russa ha arrestato 31 persone, secondo i dati ufficiali (secondo quelli non ufficiali 40), per la partecipazione a un'azione di protesta senza permesso nel centro di Mosca. L'evento è partito secondo criteri che non sono chiari anche alla stampa russa vicina all'opposizione extraparlamentare più nota: nella sua organizzazione non è stato coinvolto alcun movimento di opposizione riconosciuto, lo stesso blogger Aleksey Navalny ha preso le distanze, definendo l'azione una provocazione. Le autorità tuttavia hanno reagito alla sua preparazione, molto seriamente, avanzando accuse penali di incitamento alla rivolta; il gruppo sul social network russo VKontakte, dove era stata indetta la «passeggiata» a Mosca per il 2 aprile, è stato bloccato su richiesta del Procuratore Generale.

Chi sono gli organizzatori?
Gli inviti alla protesta - a raccogliersi nei pressi della Piazza del Maneggio il 2 aprile - erano iniziati a comparire il 29 marzo, ma l'identità degli organizzatori non era nota. Per coordinarsi, sono stati creati canali speciali di chat che in seguito sono diventati la principale fonte di informazioni sulla riunione imminente.

La manifestazione
Questa mattina in chat c'erano circa 700 persone, mentre sulla Piazza del Maneggio non erano più di 300, fra il Four Seasons (dove prima sorgeva il vecchio hotel Moskava) e il centro commerciale Okhotny Ryad. L'area intorno alla fontana al centro commerciale è stata cordonata, ma c'erano solo polizia e persone in abiti civili con nastri rossi al braccio.

Il primo arresto
Verso le 11 italiane vicino al monumento di Zhukov, sulla Piazza Rossa si potevano contare 15 anziani con bandiere sovietiche e ritratti di Lenin e Stalin. Ma successivamente sono cominciati ad apparire gli adolescenti e molto presto sono cominciati i fermi. Il primo arrestato è stato un giovane uomo atletico di circa trentacinque anni. Tra i giovani oppositori sono apparsi anche membri dell'associazione «Ala della gioventù», un piccolo drappello ambientalista. E si sono visti inoltre i simboli del movimento nazionalista serbo.

I primi fermi
Su Triumfalnaya, la piazza già legata alle proteste del 31 del mese (come l'articolo 31 della costituzione russa sulla libertà di manifestazione) nessun segnale di picchetti fino alle 12.30. Sino ad allora i bambini hanno giocato con i loro genitori, sulle altalene, sotto la supervisione di un paio di poliziotti. Poi, sullo stile di Hide Park, sono stati improvvisati piccoli comizi cercando di attirare l'attenzione dei passanti. Successivamente è giunto un grande gruppo di persone che quasi immediatamente è stato bloccato dalla polizia. Poco dopo, l'agenzia di stampa «Interfax» ha riferito di 29 fermi a Piazza del Trionfo. I manifestanti riuniti in un gruppo di 15-20 persone, si sono poi diretti verso la via Tverskaya per raggiungere evidentemente la Piazza del Maneggio. Il tutto si è risolto con qualche decina di arresti.

Nomi eccellenti tra i fermati
Tra i fermati iniziano a spuntare nomi eccellenti nel secondo pomeriggio. In particolare Pavel Diatlov, 16 anni, diventato il simbolo della protesta giovanile in Russia dopo essere stato fotografato durante la manifestazione dell'opposizione la settimana scorsa mentre si era arrampicato su un lampione. O quello di Ildar Dadin: oggi era impegnato in un picchetto davanti al ministero degli Interni di Mosca quando le forze dell'ordine lo hanno portato via.

La versione di Amnesty
Secondo Amnesty International, Ildar Dadin è un «attivista di opposizione pacifica». Dadin ha frequentato raduni a sostegno della comunità LGBT e ha sostenuto l'opposizione del blogger Alexei Navalny. In alcune manifestazioni è stato visto in possesso di uno striscione con scritto «Putin è un nemico del popolo» a proteste anti-governative. Dadin è stato il primo a finire in carcere per aver «violato le norme sull'organizzazione di una manifestazione», un reato introdotto nel 2014 nel Codice penale e punito con una pena che va dalla multa a cinque anni di carcere.

Attivisti della squadra di Navalny
Con Dadin, è stato fermato anche Sergey Ozhich. Un po' più tardi, altri due arresti: Euvgenij Mishchenko e Vera Muraveva. Mentre vicino alla fermata della metropolitana Krasnie Varota sono stati presi due attivisti della squadra di Navalny: Vitali Serukanov e Piotr Proskurkin che hanno partecipato alla distribuzione di adesivi per la campagna elettorale Aleksey Navalny. La polizia è arrivata alla metropolitana dopo l'avvicinamento di alcuni corrispondenti. In un secondo momento, e dopo un inerrogatorio, i due sono stati rilasciati.

Navalny ne aveva preso le distanze
Va comunque detto che le proteste erano state annunciate con modalità diverse rispetto a quelle di domenica scorsa e il blogger Sergey Navalny, attraverso il direttore di Novaja Gazeta, Dmitry Muratov, ne aveva preso le distanze. Il politico, che sta scontando 15 giorni di arresto, lo ha detto a Muratov, che ricopre anche la carica di membro del Consiglio pubblico presso il Ministero degli Interni e lo ha recentemente visitato in carcere. L'Ufficio del procuratore generale aveva avvertito che l'evento era illegale. Il comitato investigativo ha aperto un procedimento penale su appelli a disordini di massa.