21 settembre 2019
Aggiornato 06:30
Meglio sua volontà far grandi Usa che tesi «esclusività» di Obama

Putin: «Per Trump è un momento complesso, ma sono pronto a incontrarlo»

Il presidente russo Vladimir Putin si è detto pronto a incontrare Donald Trump, non appena la fase di costruzione della sua amministrazione sarà completata

MOSCA - E' ancora presto per capire che direzione prenderà la politica estera di Donald Trump nell'annosa questione dei rapporti con la Russia, ma alcuni segnali depongono a favore della tesi del disgelo già ampiamente ventilata da media e analisti in campagna elettorale. Primo fra tutti la scelta di Rex Tillerson a Segretario di Stato.

Mosca: pronti a incontrare Trump
La contingenza storica, però, è compressa, visto che tra Russia e Occidente è in corso una vera e propria «guerra di propaganda». Con Mosca accusata di aver «influenzato» le elezioni americane, e gli Usa impegnati in una "propaganda sulla propaganda" per screditare Putin e la sua presunta vicinanza con la nuova amministrazione. Per il presidente eletto Usa è dunque «un momento complesso» ma Vladimir Putin è pronto ad incontrarlo, non appena sarà possibile. «Siamo pronti in qualsiasi momento, da parte nostra non ci sono problemi, ma credo che ora sia una fase difficile per la formazione della nuova amministrazione presidenziale: dobbiamo essere pazienti e aspettare quando sarà completata», ha detto il leader del Cremlino in un'intervista con la stampa nipponica.

Gli auspici di Putin
La nuova amministrazione americana guidata da Donald Trump comincerà a lavorare dopo l'insediamento del nuovo presidente il 20 gennaio 2017. «Per quanto riguarda il presidente eletto, ha la sua visione delle cose, che è anche abbastanza naturale» ha dichiarato Putin. «E devo dire che il suo desiderio, la sua tesi è quello di rendere gli Stati Uniti di nuovo un Paese davvero grande: abbiamo ancora bisogno di capire come rivelerà la sua tesi, ma speriamo che non ci saranno problemi per lo sviluppo della nostra cooperazione».

No alla tesi obamiana dell'esclusività
Poco prima Putin aveva palesato preoccupazione per un'altra tesi, quella del presidente in carica Usa Barack Obama: «voglio dire la sua tesi circa l'eccezionalità della nazione americana. Sono scettico su questa tesi. Naturalmente, gli Stati Uniti e il popolo americano sono un grande Paese e una grande nazione, senza dubbio, nessuno in questo senso può discutere, ma parlare di esclusività, mi pare, totalmente ridondante e questo crea alcuni problemi nelle relazioni, non solo con la Russia, mi sembra».

La Russia respinge le accuse della Cia
Mosca ha negato categoricamente di aver cercato di far eleggere Donald Trump: accuse «infondate» della CIA dopo le rivelazioni del Washington Post, secondo cui Mosca avrebbe avuto un ruolo nell'elezione del candidato repubblicano Donald Trump nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. «Nessuna di queste affermazioni è supportata da alcuna informazione, per non parlare di prove. Accuse gratuite, poco professionali che non hanno nulla a che fare con la realtà», ha detto Peskov.

Il ruolo di Mosca secondo il Washington Post e la Cia
Secondo un articolo del Washington Post pubblicato venerdì, le persone legate con Mosca hanno permesso di violare le email del candidato democratico Hillary Clinton, di John Podestà, e altri. «La comunità di intelligence ritiene che l'obiettivo della Russia è stato quello di favorire un candidato rispetto ad un altro, per aiutare Trump ad essere eletto», ha detto un esponente dell'intelligence statunitense al Washington Post. Donald Trump ha respinto le accuse come «ridicole».

Il consigliere di Trump a Mosca
Intanto Carter Page, consigliere di Trump durante la campagna eletorale è ancora a a Mosca per tenere una serie di incontri con imprenditori e politici, dove si tratterrà sino a domani. Ma non ha incontrato i rappresentanti del Cremlino durante la sua visita a Mosca, ha detto ai giornalisti l'addetto stampa presidenziale.

Pronti per cooperare sul terrorismo
E dal Ministero degli Esteri russo è già arrivata la luce verde per una eventuale cooperazione con Washington, sotto la nuova presidenza Trump. «La Russia esamina attentamente tutti i segnali provenienti da Donald Trump e dalla sua squadra sulla politica estera», ha detto il vice ministro degli Esteri Sergey Ryabkov, specificando che sulla lotta al terrorismo: «Siamo pronti a tutti i livelli, senza perdere un solo giorno, per interagire, per coordinarci nella lotta contro il terrorismo» ha aggiunto.