L'appello della Cancelliera ai suoi colleghi di partito

Merkel rieletta presidente della Cdu con l'89,5%. «Dovete, dovete, dovete aiutarmi»

La cancelliera Angela Merkel è stata rieletta a presidente della Cdu con un consenso altissimo, che sfiora il 90% dei voti. E ha lanciato un appello ai colleghi in vista delle sfide che l'attendono

La cancelliera tedesca Angela Merkel.
La cancelliera tedesca Angela Merkel. (Drop of Light / Shutterstock.com)

BERLINO - Un appello che era una via di mezzo tra l'implorazione e l'ordine: «Voi dovete, dovete, dovete aiutarmi» ha detto e ripetuto oggi Angela Merkel, rivolgendosi ai colleghi di partito riuniti a congresso a Essen, prima che questi la rieleggessero ancora una volta con l'89,5% dei consensi.

Nessuno può risolvere da solo i problemi del mondo
Se nei mesi scorsi, quando lei ancora rifletteva se candidarsi o meno per un quarto mandato, tutti coloro che le erano attorno la esortavano dicendole «devi, devi farlo», stavolta è stata la cancelliera e leader della Cdu ad esigere «umilmente» solidarietà e compattezza: «Nessuna persona può risolvere da sola i problemi del mondo. Funziona solo se andiamo avanti mano nella mano con ognuno di noi dell'Unione cristiano-democratica».

Una rielezione difficile
Nel suo lungo discorso, 75 minuti, seguito da 11 minuti di applausi, la cancelliera ha difeso la sua politica dello scorso anno, in particolare in materia di migranti, e ha offerto una prospettiva per il prossimo anno, il 2017, quando i tedeschi saranno di nuovo chiamati alle urne per un appuntamento che «sarà il più difficile di qualsiasi altra elezione dalla riunificazione tedesca in poi». «Non sarà un gioco da ragazzi», ha detto Merkel, perché la società tedesca è fortemente polarizzata e l'Unione è bersaglio di «critiche provenienti da tutte le parti», con riferimento alla concorrenza da destra del partito populista Alternative fuer Deutschland (AfD), oggi accreditato attorno al 13% delle intenzioni di voto.

Consenso altissimo
I delegati le hanno risposto con un consenso altissimo, l'89,5% dei voti, che però è uno dei risultati peggiori delle sua storia di leader del partito: la seconda percentuale più bassa da quando guida la Cdu, la più bassa nei suoi tre mandati da cancelliera (la più alta fu nel 2012, con il 97,94%).

Mai più come il 2015
Nel lanciare la campagna per le politiche del prossimo autunno, Merkel ha mostrato fermezza sulla questione migratoria per fermare la destra populista, ma ha assicurato che una «situazione come quella dell'estate 2015», quando in Germania sono giunti migliaia di migranti, «non può e non deve ripetersi». «E' stato ed è il nostro e il mio obiettivo politico», ha sottolineato.

No alla sharia
L'arrivo in Germania di quasi 900.000 richiedenti asilo, in fuga soprattutto dalla guerra in Siria, ha avuto un forte impatto sulla società, spaccata tra generosità e inquietudine, e ha fatto crollare la popolarità della cancelliera, a cui non hanno risparmiato critiche neanche i membri del suo partito. Da allora, però, Merkel ha riconquistato il sostegno popolare e oggi ha espresso con forza la sua intenzione di difendere i valori della Germania e dell'Europa, affermando di voler vietare il velo integrale, «laddove è legalmente possibile», e ricordando che «la legge tedesca prevale sulla sharia», la legge islamica.

Contro i populisti
Una lunga standing ovation ha accolto la presa di posizione di Merkel contro i populisti, mettendo in guardia contro le loro «soluzioni semplici» e respingendo la loro pretesa di rappresentare «il popolo». «Il mondo non è bianco e nero» e «noi dobbiamo rimanere scettici davanti alla risposte semplici» perché queste «raramente fanno progredire il nostro Paese».