5 giugno 2020
Aggiornato 15:30
Il presidente nel suo ultimo discorso sulla sicurezza interna

L'ultimo discorso di Obama sul terrorismo: «Usa definiti dalla speranza, non dalla paura»

Il presidente uscente Barack Obama ha tenuto il suo ultimo discorso su sicurezza nazionale e terrorismo, tirando le somme del suo doppio mandato

NEW YORK - È fondamentale «pensare al futuro e avere una visione sul lungo termine della minaccia terroristica, mettendo in campo una strategia intelligente che possa essere sostenuta. [...] Siamo una nazione che è definita dalla speranza e non dalla paura». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, parlando da Tampa, in Florida, nel suo ultimo intervento sulla sicurezza nazionale e il terrorismo. Così Obama, davanti ai militari della MacDill Air Force Base, ha voluto tirare le somme del suo doppio mandato, del lavoro fatto e di quello che resta da fare per mantenere la stabilità ed evitare che i conflitti aumentino. «Negli ultimi otto anni nessun gruppo terroristico straniero ha preparato e portato a termine con successo un attacco nella nostra patria», ha detto il presidente ricordando che «anche se abbiamo reso molto più difficile portare a termine un attacco come quello dell'11 settembre del 2001, dobbiamo confrontarci con una minaccia che non è finita».

Guantanamo
Un altro tema fondamentale legato al discorso della sicurezza è Guantanamo. Il presidente aveva promesso di chiudere la prigione di massima sicurezza sull'isola di Cuba, promessa che non riuscirà a mantenere visto che la sua amministrazione durerà poco più di un mese. Tuttavia Obama ha ricordato che sono stati trasferiti 175 detenuti e che la popolazione carceraria di Guantanamo è passata da 242 persone a 59 persone. «Stiamo spendendo centinaia di milioni di dollari per tenere meno di 60 persone in una prigione a Cuba», ha continuato il capo di stato americano aggiungendo una nota sui grandi progressi fatti: «Abbiamo proibito le torture, sempre e in ogni momento, che includono tattiche come il waterboarding», ha detto il presidente sottolineando che l'amministrazione ha reso pubblici migliaia di documenti classificati per aumentare la trasparenza e migliorare la partecipazione dei cittadini.

Guerra permanente
Per Obama un altro tema fondamentale per gli Stati Uniti è quello che non è possibile «vivere in uno stato di guerra permanente». Poi Obama ha citato gli ultimi attacchi terroristi negli Stati Uniti. Ha parlato di San Bernardino, in California. «Il dolore degli ultimi attacchi negli Stati Uniti continua», ha detto specificando come sia importante non prendere di mira una minoranza, i musulmani americani ad esempio. «Siamo una nazione in cui nessuno è giudicato per la sua provenienza, per il suo cognome o la sua famiglia. Siamo una nazione in cui si può criticare il presidente senza essere puniti. Questo ci rende diversi dai tiranni e dai terroristi», ha detto, concludendo con un messaggio dedicato all'esercito e ai militari presenti a Tampa: «Siamo e dobbiamo rimanere la più grande forza militare al mondo».

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