19 settembre 2020
Aggiornato 17:00
Politica estera

Elezioni Usa: dopo le mail su Hillary arriva il tweet dell'Fbi su Bill

La polizia federale statunitense ha diffuso 129 pagine di documenti, riguardo la grazia concessa dall'ex presidente nel suo ultimo giorno di mandato a uno dei maggiori ricercati d'America: Marc Rich. Obama attacca l'agenzia e sulle presidenziali avverte: se vincerà Trump è in gioco il «destino della Repubblica»

WASHINGTON – Dopo la riapertura delle indagini su Hillary Clinton per il caso email-gate, l'Fbi è tornata a interessarsi dei Clinton con un cinguettio su Twitter dedicato all'ex inquilino della Casa bianca, Bill.

La grazia a Marc Rich
La polizia federale statunitense ha diffuso 129 pagine di documenti, riguardo la grazia presidenziale concessa dall'ex presidente nel suo ultimo giorno di mandato a uno dei maggiori ricercati d'America: Marc Rich. La vicenda, già nota, è una delle macchie più pesanti della presidenza Clinton: Rich infatti nonostante rischiasse una condanna da 300 anni di prigione riuscì a farla franca prima rifugiandosi all'estero tra Europa ed Israele e poi venne perdonato da Clinton. Secondo i critici la grazia arrivò grazie alle generose donazioni fatte dalla moglie di Rich, Denise, al Partito democratico (1 milione di dollari), alla campagna per l'elezione di Hillary al Senato (100mila dollari) e alla Fondazione Clinton Library (45mila dollari). Rich era accusato dal 1983 di vari capi d'imputazione fra cui frode, associazione a delinquere, evasione fiscale (il più grande caso nella storia del Paese) e di aver commerciato con l'Iran, Paese sottoposto ad embargo.

Hillary: pubblicazione strana. Fbi: operazione di routine
Brian Fallon, portavoce della campagna per le elezioni presidenziali di Hillary, ha definito «strana» la pubblicazione di quel materiale, domandando se l'Fbi pubblicherà qualcosa di piccante anche sulle attività in campo immobiliare attuate da Trump negli anni '70. A dire il vero, l'Fbi aveva già diffuso otto pagine di documenti legati al padre di Trump, Fred, e relativi a vari accordi immobiliari. La polizia federale guidata da James Comey - l'uomo attaccato dal presidente Barack Obama per la mossa fatta a 11 giorni dall'Election Day - ha risposto alle critiche spiegando che si tratta di una «pubblicazione di routine» che era stata chiesta più volte nell'ambito del Freedom Of Information Act (Foia, la legge statunitense sulla libertà d'informazione). Spiegando che le richieste vengono gestite in base all'ordine di arrivo, l'Fbi ha aggiunto che «per legge, documenti Foia che sono stati chiesti tre o più volte sono pubblicati elettronicamente poco dopo essere stati gestiti».

Obama contro l'Fbi e su Trump: se vince rischia la Repubblica
Intanto l'attuale presidente degli Usa, Barack Obama sta tentando di aiutare la candidata del suo partito Hillary, in evidente difficoltà, attaccando l'Fbi e paventando la fine della Repubblica nel caso della vittoria di Trump. Durante un comizio a Chapel Hill, in North Carolina, Obama ha detto che se non vincerà la Clinton è in gioco il «destino della Repubblica» e ha aggiunto: «Abbiamo la possibilità di eleggere il primo presidente donna [...] abbiamo la possibilità di scrivere la storia». Quanto alla polizia federale l'inquilino della Casa bianca in una recente intervista ha criticato apertamente l'operato del direttore dell'Fbi James Comey: «C'è una regola per cui quando ci sono delle indagini, non operiamo per allusioni, non operiamo sulla base di informazioni incomplete», ha spiegato, riferendosi all'inchiesta federale sulle mail scritte e ricevute da Hillary su account privati quando era Segretario di Stato.