17 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
La battaglia continua

Iraq, a Mosul Isis sotto assedio. Preso il supervisore dell'attacco a Kirkuk

Continua la battaglia di Mosul. E mentre l'Isis tenta di distogliere l'attenzione dalla sua roccaforte irachena, è stata catturata la mente dell'attacco a Kirkuk

KIRKUK - Continua la battaglia contro l'Isis per la riconquista di Mosul, città nord-irachena dove due anni fa Abu Bakr al-Baghdadi si è autoproclamato «califfo», e divenuta pertanto una delle roccaforti dell'Isis. L'offensiva, lanciata lunedì scorso con l'appoggio degli Usa, vede schierati l'esercito regolare iracheno, le milizie alleate, i combattenti curdi Peshmerga e, notizia dell'ultimo minuto, anche la Turchia. 

Catturata la mente dell'attacco a Kirkuk
L'Isis si difende con tutte le armi di cui dispone, da muri di fuoco, a nubi tossiche, e utilizzando anche civili come scudi umani. Intanto, la «mente» dell'attacco dello Stato islamico a Kirkuk è stato catturato assieme ad altri otto combattenti coinvolti nell'assalto. Lo ha riferito la testata curda Rudaw, citando una dichiarazione di fonti ufficiali. Secondo le indagini, il supervisore di questo attacco terroristico sarebbe Mazn Nazhan Ahmad Abdullah al-Eubedi al-Rayashi, meglio noto come Abu Islam al-Ansarai. È stato catturato da civili mentre era ferito nel quartiere di Yaki Huzeran, quindi consegnato alle forze di sicurezza a Kirkuk. 

Respinto attacco di Sinjar
Le forze curde peshmerga hanno inoltre respinto proprio oggi un attacco a est della città di Sinjar, nel nord-ovest dell'Iraq. Nell'operazione, sarebbero rimasti uccisi 15 miliziani jihadisti. Quella di oggi è la terza «offensiva» lanciata dall'Isis in pochi giorni, dopo gli attacchi a Kirkuk e a Ar Rutbah, cittadina sunnita nella provincia di al Anbar. Il tentativo sarebbe quello di spostare l'attenzione delle forze irachene dall'offensiva di Mosul, come accaduto a Kirkuk. Il sindaco di Rutba, Imad Meshaal, ha descritto l'assalto su tre fronti da parte dei jihadisti come «feroce» e ha parlato di scontri nel centro della città, scrive Bbc. Secondo Afp l'Isis ha usato cinque autobombe.

L'avanzata degli iracheni
L'Isis ha rivendicato l'assalto a Sinjar attraverso l'agenzia di stampa affiliata «Amaq». Le forze irachene avanzano verso il centro del distretto di Hamdaniya, a est di Mosul, riferiscono la tv curda Rudaw e l'emittente satellitare al-Jazeera. Secondo le tv locali, le forze irachene avanzano da Sud verso la zona ritenuta strategica per arrivare a Mosul. Nell'area, prima dell'arrivo dell'Is, vivevano più di 60mila persone. Secondo la corrispondente di Al Jazeera Zeina Khodr, che si trova alla periferia di Hamdaniya, la battaglia sarà «molto dura»

L'attacco Isis a Rutba
Le forze dell'Isis hanno lanciato un attacco sulla città di Rutba, nella provincia di Anbar, in un altro apparente tentativo di spostare l'attenzione delle forze irachene dall'offensiva di Mosul, come accaduto a Kirkuk. Il sindaco di Rutba, Imad Meshaal, ha descritto l'assalto su tre fronti da parte dei jihadisti come «feroce» e ha parlato di scontri nel centro della città, scrive Bbc. Secondo Afp l'Isis ha usato cinque autobombe.

Tentativi di distogliere il focus da Mosul
I tentativi dell'Isis di distogliere il focus dal fronte di Mosul, per ora sembrano non aver avuto grosse conseguenze, ma secondo gli esperti attacchi come quello di Kirkuk e Rutba potrebbero moltiplicarsi via via che l'Isis perderà terreno. Secondo le stime a Mosul, dove la battaglia potrebbe durare «settimane o mesi», si trovano tra i 3.000 e i 5.000 combattenti dell'Isis, che ha proclamato il califfato nel giugno del 2014. Secondo un alto responsabile francese l'ingresso vero e proprio nella città, in cui si scateneranno scontri porta a porta, potrebbe ancora essere lontana e ci vorrebbe almeno un mese. Restano alti i timori per i civili, 1,2 milioni, che ancora vivono a Mosul e che potrebbero cercare di fuggire quando l'offensiva irachena sarà vicina. Diverse migliaia sono fuggiti, «più di 5.000 sono nei campi profughi e hanno bisogno di assistenza umanitaria», secondo le Nazioni Unite, che hanno dato il bilancio aggiornato oggi.