19 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Inviato Cremlino sicurezza informatica: dimostrazione di debolezza

Usa 2016, su hacker russi Mosca ribatte: «Accuse di Clinton? Una follia»

Mosca ribatte ancora una volta alle accuse di hackeraggio lanciate dallo staff di Hillary Clinton. Accuse che, a suo avviso, sono soltanto una dimostrazione di debolezza

MOSCA - Per Mosca le accuse di Hillary Clinton ad hacker russi di aver violato i server del partito democratico Usa sono «una follia» e una «dimostrazione di debolezza». Lo ha detto l'inviato del Cremlino per la cooperazione internazionale nell'ambito della sicurezza informatica, Andrei Krutskikh. «Penso che sia solo una follia e arrivare e questi argomenti è una dimostrazione di debolezza. La mia posizione è che gli americani non hanno fatto e continuano a non fare reclami ufficiali su nessuna delle piste» ha detto Krutskikh a Interfax.

Contraddizione
«C'è una certa contraddizione: ci sono reclami da parte di rappresentanti che combattono per la poltrona presidenziale e i rappresentati ufficiali della Casa Bianca non commentano o restano sul vago, ma non prendono posizioni ufficiali perchè, in effetti, si parla di un tentativo di interferenza negli affari interni» ha aggiunto l'inviato del Cremlino.

Posizione di debolezza
«Per questo reagiamo con grande serietà perchè pare insultante e inadeguato per il livello stesso della campagna per le elezioni presidenziali» ha proseguito Krutskikh. «Sul piano ufficiale non si dice nulla e si muovono accuse per influenzare gli elettori americani. Penso che queste iniziative siano inadeguate e vengano prese da una posizione di debolezza».

Peskov: servizi russi non fanno cyber-terrorismo
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, considera le stesse accuse come un diversivo per coprire il fatto che la campagna presidenziale sia in realtà manipolata da forze interne agli Usa. «Non c'è nulla di tangibile», commenta Peskov, in quanto affermato da Hillary Clinton sull'attacco informatico dei servizi russi ai computer del Partito democratico e negli interrogativi sollevati dalla candidata alla Casa Bianca sulle «aperture» del rivale repubblicano Donald Trump nei riguardi della Russia (non ultima, il possibile riconoscimento americano all'annessione della Crimea da parte di Mosca, ndr). «Solo retorica pre-elettorale» per Peskov, visto che gli americani «stanno cercando di camuffare i loro imbrogli demonizzando la Russia. Lo consideriamo un errore». Secondo il portavoce del Cremlino, le suggestioni di Hillary Clinton sono «assurde, emozionali e prive di fatti" ed è sbagliato "accusare Mosca di condotta scorretta senza aver condotta alcuna indagine». «I servizi russi - ribadisce Peskov - non conducono operazioni di cyber-terrorismo». Di certo non contro gli Stati Uniti, con cui il Cremlino vuole «normalizzare le relazioni».

(Fonte Askanews)