20 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Saddam Hussein non rappresentava una minaccia imminente

Iraq, Rapporto Chilcot inchioda Tony Blair: la guerra fu un errore

A 13 anni dall'intervento britannico dell'Iraq, esce l'atteso rapporto della commissione d'inchiesta presieduta da John Chilicot. Che inchioda letteralmente l'allora primo ministro Tony Blair

LONDRA - Il Regno Unito invase in maniera precipitosa l'Iraq nel 2003 senza aver vagliato attentamente «tutte le alternative pacifiche», sulla base di informazioni di intelligence «scorrette» che non furono verificate e senza una preparazione adeguata in vista del dopo-guerra: è quanto ha dichiarato John Chilcot, presidente della commissione d'inchiesta britannico sul conflitto iracheno, presentando un rapporto frutto di un lavoro durato sette anni.

Bilancio severo
Il rapporto traccia un severo bilancio dell'azione del Primo ministro Tony Blair: secondo il rapporto Chilcot, l'ex capo del governo britannico si impegnò ad affiancare militarmente il presidente americano George Bush «ad ogni costo» senza soppesarne la politica.

C'erano alternative
«Abbiamo concluso che il Regno Unito decise di partecipare all'invasione dell'Iraq prima di vagliare tutte le alternative pacifiche per ottenere il disarmo del Paese», ha detto Chilcot, sostenendo che «l'azione militare all'epoca non era inevitabile».

Nessuna minaccia imminente
Chilcot ha criticato il fatto che Londra si sia basata su delle informazioni di intelligence «scorrette» che non furono verificate adeguatamente. «Nel marzo 2003 Saddam Hussein non costituiva una minaccia imminente. La strategia del contenimento poteva continuare per un certo periodo» ha detto, sottolineando che il Consiglio di sicurezza dell'Onu sostenne di proseguire le ispezioni e la sorveglianza.

Scuse sì, ma non pentimento
L'ex Primo ministro britannico ha espresso le sue «scuse", il suo «dolore» e il suo «rammarico» dopo la pubblicazione del rapporto. In una conferenza stampa a Londra Blair ha anche ribadito di non aver ingannato il Parlamento e di non essersi pentito di aver rovesciato Saddam Hussein. «E' stata la decisione più difficile che abbia mai preso. Mi scuso ed esprimo più dolore e rammarico di quanto possiate credere», ha detto Blair, con la voce rotta. Comunque, ha aggiunto: «Come ha chiarito il rapporto non ci sono state bugie, Parlamento e governo non sono stati ingannati, non c'è stato un impegno segreto per la guerra».

(Fonte Askanews)