20 gennaio 2022
Aggiornato 21:30
Dopo il ricorso della destra di Hofer

Austria, presidenziali annullate per irregolarità. A settembre di nuovo alle urne

Le elezioni presidenziali austriache sono state invalidate dalla Corte Costituzionale, che ha dimostrato la fondatezza del ricorso per irregolarità presentato dalla destra di Hofer

VIENNA - E' ufficiale: tutto da rifare. Le elezioni presidenziali in Austria dello scorso 22 maggio sono state invalidate a causa di irregolarità. Chi aveva esultato per la vittoria al cardiopalma del verde Alexander Van Der Bellen sul candidato dell'estrema destra superfavorito dai sondaggi, Norbert Hofer, dovrà tornare a temere. L'annuncio è giunto dalla Corte costituzionale austriaca, che ha avviato un'inchiesta dopo che il partito di estrema destra austriaco Fpo ha presentato ricorso a seguito delle irregolarità registrate nel voto.

Elezioni fondamento della democrazia
«Le elezioni sono il fondamento della nostra democrazia e il nostro compito è di garantirne la regolarità. La nostra sentenza deve rafforzare il nostro Stato di diritto e la nostra democrazia», ha detto a Vienna il presidente della Corte costituzionale Gerhard Holzinger. «Il ricorso presentato dal leader di Fpo, Heinz-Christian Strache, contro l'elezione del 22 maggio...è stato giudicato fondato», ha quindi annunciato.

Un ballottaggio truccato
Norbert Hofer di Fpo è arrivato primo al primo turno di aprile, ma poi ha perso con un margine di appena 30.863 voti al cospetto di Alexander Van der Bellen, indipendente appoggiato dal Partito Verde, al ballottagio. I risultati preliminari in serata avevano attribuito a Hofer un lievissimo vantaggio, ma dopo il conteggio di 700mila voti postali, Van der Bellen è stato dichiarato vincitore il giorno successivo.

Irregolarità
L'Fpo, che tutti i principali sondaggi di opinione danno in testa ai gradimenti dell'elettorato a due anni delle elezioni generali (previste nel 2018), specie grazie alla linea dura sull'immigrazione, aveva presentato formale ricorso l'8 giugno per irregolarità diffuse. Tra queste, la denunciata apertura di decine di migliaia di voti prima del tempo che le norme elettorali consentono, oltre al conteggio effettuato da alcune persone non autorizzate ad attività di scrutinio. La Corte ha ravvisato irregolarità in 14 circoscrizioni su 20 di quelle in questione nel ricorso.

Stranezze macroscopiche
In effetti, le stranezze rilevate nel conteggio dei voti erano a dir poco macroscopiche. Clamorosi i casi di alcuni collegi elettorali, dove hanno votato più degli aventi diritto. Un esempio è il collegio di Waidhofen an der Ybbs, dove l'affluenza al voto è stata registrata al 146,9%. Ma Waidhofen non è stato l'unico caso «bizzarro»: si veda anche quanto accaduto nella città di Linz, dove l’affluenza alle urne, nel caso di voto per conto terzi (e cioè malati che danno la procura ad altri di votare per proprio conto), è stata addirittura del 598%. Così, invece dei 3.580 votanti registrati, ne sarebbero stati contati «miracolosamente» 21.060. Il tutto, anche in questo caso, a vantaggio di Van der Bellen, che ha finito per staccare il suo rivale di 8500 voti. Clamoroso anche il caso dei voti per posta, con 740.000 schede elettorali consegnate, di cui circa 700.000 erano quelle che ci si aspettava sarebbero state compilate in modo corretto. E invece, anche in questo caso il «miracolo»: dopo il voto, quelle schede sono diventate 760.000, 20.000 in più del computo ufficiale originario, e 60.000 più della «previsione» della Commissione elettorale.