14 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Media locali: 19 morti tra filo governo unità e fuga jihadisti

Libia, l'esercito di Misurata entra a Sirte, roccaforte dell'Isis

Le milizie di Misurata sono entrate a Sirte, città libica divenuta la roccaforte dell'sis, sotto attacco da giorni dalle forze che sostengono il governo di unità nazionale del premier Fayez Al Sarraj

TRIPOLI - Le milizie di Misurata «sono entrate» a Sirte, città libica divenuta la roccaforte dello Stato islamico (Isis), sotto attacco da giorni dalle forze che sostengono il governo di unità nazionale del premier Fayez Al Sarraj, unico riconsociuto nel Paese Nordafricano dalla comunità internazionale. Lo riferiscono diversi media locali che parlano anche di almeno 19 combattenti filo-governativi uccisi e di «fuga» dei jihadisti dalla città bombadrata anche dal cielo da aerei di nazionaità sconosciuta.

Vittime tra i jihadisti e non solo
Il comando dell'operazione governativa sostiene che vi sono state «decine di jihadisti uccisi». Ma anche fra le forze governative le perdite sono significative: gli ospedali della zona ad Ovest di Sirte, quelli delle città vicine all'operazione, sono pieni di feriti trasportati dal fronte e secondo una fonte libica «i nostri morti sono parecchie decine». Fra loro ci sono alcuni comandanti, come il responsabile della Brigata 166 di Misurata.

Uccisi «illustri»
Negli scontri i soldati di Misurata avrebbero ucciso anche l'emiro dello Stato islamico-Is a Sirte responsabile della raccolta della «zakat», cioè la tassa prevista per i musulmani. Hamed Maluqa al Zlitini, è stato ucciso poco fuori la città. Lel corso della medesima operazioni sono stati fermati cinque terroristi che si nascondevano in una casa nel quartiere Zafran, mentre il capo del gruppo, Mokhtar al Busiri, sarebbe riuscito a fuggire. Notizie non confermate parlano del ferimento nella stessa battaglia del muftì dell'Is a Sirte, Hasan al Karami.

Centro di coordinamento a Sabratha
Il premier libico Fayez al Sarraj ha creato un centro di coordinamento delle operazioni militari contro i jihadisti dello Stato islamico (Isis) per la città di Sabratha, situata 75 chilometri a Ovest di Tripoli. E' quanto riporta oggi il quotidiano panarabo Asharq al-Awsat, ricordando che lo scorso febbraio gli Stati uniti lanciarono un raid aereo contro una base dell'Isis situata alle porte della città, uccidendo circa 40 persone, tra cui la presunta mente dell'attentato messo a segno al museo del Bardo di Tunisi. Il sindaco di Sabratah Hussein al-Thawadi ha accolto con favore la decisione del premier, che prevede che qualsiasi operazioni militare sia ordinata e guidata dal nuovo centro di comando.