27 gennaio 2022
Aggiornato 22:00
I sondaggi lo danno in testa alla Clinton

Usa 2016, l'«outsider» Trump potrebbe vincere davvero

Una serie di sondaggi nazionali ha dimostrato, nelle ultime settimane, che l'impensabile è diventato quantomeno plausibile: Donald Trump potrebbe battere Hillary Clinton. Ecco a quali condizioni

NEW YORK - Una serie di sondaggi nazionali ha dimostrato, nelle ultime settimane, che l'impensabile è diventato quantomeno plausibile: Donald Trump potrebbe battere Hillary Clinton e diventare il 45esimo presidente degli Stati Uniti. Per essere eletti, però, è necessario essere competitivi nei singoli Stati e, al momento, la mappa politica del Paese appare ancora proibitiva per il candidato repubblicano.

L'outsider in testa
Durante i mesi di primarie, Trump è stato capace di rendere nazionale il dibattito politico e di catturare l'elettorato, al di là delle consuete divisioni regionali, con il suo stile schietto e diretto e le sue controverse proposte sull'immigrazione, sul crimine e altri temi, che hanno attirato uniformemente l'elettorato bianco. Nelle ultime settimane, ha dominato la battaglia politica quotidiana sulle tv nazionali e i social media.

Equilibri elettorali
Alle elezioni generali, però, il suo destino sarà determinato non dai suoi followers su Twitter o dall'elettorato repubblicano, relativamente omogeneo, ma da un intreccio di regioni differenti che detengono molti dei 270 voti elettorali necessari per vincere e conquistare la Casa Bianca. I repubblicani, secondo il New York Times, arrivano alle elezioni generali con uno svantaggio considerevole: dal 1992, 18 Stati hanno votato costantemente per i democratici alle elezioni presidenziali, dando al partito una base solida di 242 voti elettorali. Nelle quattro regioni che probabilmente decideranno il voto di novembre - Florida, la parte settentrionale del Southeast, la Rust Belt e la parte interna del West - Trump affronterà ostacoli spaventosi, secondo esperti, elettori e funzionari intervistati dal quotidiano. Mancano però diversi mesi al voto e questo ciclo elettorale ha già dimostrato che l'imprevedibile può diventare realtà.

Miami
A Miami, la candidatura di Marco Rubio o Jeb Bush, due politici molto apprezzati in Florida (il primo, di origini cubane, la rappresenta in Senato; il secondo ne è stato il governatore) avrebbe dato molte chance al partito repubblicano; Trump, invece, è visto come «una persona che disprezza quelli che non sono come lui» ha detto il sindaco repubblicano di Miami, Tomas Regalado, che non intende sostenere la candidatura di Trump, un uomo che sta acuendo le divisioni razziali. I sondaggi presidenziali in molte contee della Florida, compresa quella di Miami-Dade, danno al momento a Trump uno svantaggio di 38 punti percentuali nei confronti di Clinton.

North Carolina
La North Carolina, scrive il Nyt, ha una personalità politica divisa; per decenni, ha incarnato impulsi contraddittori, eleggendo simultaneamente razzisti come Jesse Helms e democratici riformisti come Terry Sanford e Jim Hunt. Con il cambiamento demografico in corso, capire da che parte andrà lo Stato alle prossime elezioni sembra difficile come mai prima d'ora: la North Carolina potrebbe essere lo Stato 'in bilico' più equilibrato del Paese alle elezioni generali. Al momento, l'Old North State sembra non amare nessuno dei due candidati, secondo l'esperto stratega repubblicano Carter Wrenn. I sondaggi fotografano una situazione equilibrata; di sicuro, Trump ha bisogno di vincere in North Carolina più di Clinton. Viste le difficoltà per Trump con l'elettorato latinoamericano in Stati 'in bilico' come Colorado, Nevada e Florida, Trump avrà probabilmente bisogno di conquistare i 28 voti elettorali assicurati da North Carolina e Virginia; quest'ultima, però, demograficamente e politicamente è a sinistra della North Carolina.

Rust Belt
La linea dura di Trump contro gli immigrati, Wall Street e la globalizzazione potrebbe funzionare nella Rust Belt, la vecchia cintura industriale del Paese, che vive da tempo un'inarrestabile decadenza. La vittoria in una serie di Stati, dalla Pennsylvania al Wisconsin, potrebbe permettere a Trump di perdere in Florida e di diventare ugualmente presidente. Non tutti gli Stati della cintura industriale, però, sono uguali: l'Ohio, dove Obama ha vinto di due punti percentuali quattro anni fa, è quello che più probabilmente finirà in mano ai repubblicani; il Michigan, dove il presidente ha vinto di circa 10 punti, quello più difficile da conquistare. La Rust Belt è una regione che, nel complesso, è stata conquistata dai democratici nelle ultime sei elezioni presidenziali.

Arizona
Passando all'Ovest del Paese, «i democratici hanno quest'anno le maggiori possibilità di vincere in Arizona dai tempi di Bill Clinton (1996)», secondo Jaime Molera, stratega repubblicano interpellato dal New York Times. I latinoamericani, senza dubbio, potrebbero contribuire a far diventare 'blu' (il colore dei democratici) l'Arizona: nel 2010, c'erano solo 91.000 latinoamericani registrati per votare via posta; questo mese, il numero è salito oltre 300.000 e non vi è dubbio che voteranno in modo da fermare Trump.

(Con fonte Askanews)