19 novembre 2019
Aggiornato 20:00
Secondo l'intelligence il rischio è alto

Europei 2016, la Francia schiera 90.000 agenti e misure di sicurezza mai viste. Funzionerà?

Saranno Europei ad altissimo rischio. Ma la Francia è determinata a schierare un dispositivo di sicurezza mastodontico. Che però non potrà mai ridurre a zero l'imponderabile rischio attentati

PARIGI - Massima allerta per l'inizio ormai imminente degli Europei di calcio, che si terranno a Parigi e in altre 8 città dal 10 giugno al 10 luglio. Un evento mastodontico, considerato a tutti gli effetti il terzo appuntamento sportivo più importante al mondo dopo Olimpiadi e Mondiali, che accoglierà circa 2,5 milioni di spettatori nei dieci stadi selezionati, più i vari tifosi nelle fan-zone. Un'occasione, insomma, che potrebbe rivelarsi un target perfetto per attacchi terroristici spettacolari. Lo hanno ammesso anche i servizi di sicurezza francesi, il cui capo Patrick Calvar ha di recente ammesso che la Francia sta affrontando la una gravissima minaccia dallo Stato islamico, a qualche settimana dall'inizio di Euro 2016.

Un mastodontico dispositivo di sicurezza
Così, Parigi è corsa ai ripari, con un dispositivo di sicurezza mai visto: un esercito di 90.000 persone, tra agenti, militari e forze speciali, sarà mobilitato per prevenire possibili attentati. «Il nostro obiettivo è essere pronti a tutte le evenienze: dall’attacco chimico alla presa di ostaggi, passando dal movimento di folla determinato dal panico», ha spiegato il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve. Così, saranno dispiegati Circa 42mila poliziotti, di cui 5mila schierati alle frontiere - dove peraltro torneranno i controlli con la sospensione di Schengen -; quindi 30mila gendarmi, 5.200 uomini della protezione civile (2.500 pompieri), 10mila militari. A cui vanno aggiunti 13mila agenti privati. Praticamente un esercito.

Massima allerta anche per le nazionali
La novità principale è che ci saranno almeno due agenti speciali del Riad,unità anti-terrorismo della Polizia francese, per tutte le 24 nazionali che parteciperanno al torneo. In più, sarà a disposizione un ufficiale di coordinamento della sicurezza, che dovrà vigilare sul soggiorno nei ritiri, organizzare le trasferte verso e di ritorno dagli stadi: sarà insomma il responsabile delle nazionali per tutta la durata della loro permanenza in Francia. Non solo: per le squadre ritenute «più a rischio»  (ancora non si sa quali saranno) verrà adottato un dispositivo ad hoc di livello superiore. 

Esercitazioni anti-terrorismo
In aggiunta a tutto ciò, sono state effettuate oltre 30 esercitazioni sul territorio nazionale. Per tutta la durata del torneo sarà attiva 7 giorni su 7, 24 ore su 24, una cellula di esperti specializzati nell’analisi del rischio, per fornire in tempo reale al Ministero e alle istituzioni informazioni sullo stato delle minacce nei luoghi delle partite e in tutte le città ospitanti. A questo si aggiungeranno anche controlli strettissimi agli aeroporti, alle stazioni e alle frontiere, via terra, male e cielo. 

Rischio zero?
Il dispositivo di sicurezza messo in campo è dunque mastodontico, ma il fattore imprevedibilità rimane. Lo stesso ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve ha ammesso che le misure di sicurezza e prevenzione non possono totalmente eliminare il rischio terrorismo per i visitatori che giungeranno in Francia per assistere alle partite. «Non prendere precauzioni porta a un rischio del 100%, ma prenderle non garantisce un rischio zero». Affermazioni che dimostrano l'enorme pressione che il ministro sta affrontando per la questione sicurezza: «Stiamo facendo tutto il possibile per prevenire attacchi terroristici, e ci stiamo preparando a rispondere a uno di essi». Anche perché l’ultimo test in vista dell’Europeo, la finale di Coppa di Francia tra Psg e Marsiglia di sabato scorso, non è andato come avrebbe dovuto, e ha evidenziato limiti nella gestione degli accessi e nelle perquisizioni. Oltretutto, le aree di aggregazione dei tifosi (in gergo fan-zone) restano spazi ad altissimo rischio: presidiate dagli agenti locali, saranno sorvegliate all’esterno anche dalle forze dell’ordine.

Imponderabilità
Estrema prudenza, dunque, nelle parole delle istituzioni. Che stanno cercando di mettersi al riparo da possibili critiche dell'opinione pubblica in caso qualcosa vada storto. In effetti, la situazione ad alto rischio non consente di fare previsioni precise né di ostentare sicurezza. L'ex capo della Polizia francese Frédéric Péchenard ha ad esempio puntualizzato come un'area come quella della Torre Eiffel, che potrebbe diventare un bacino di aggregazione per tifosi, è impensabile da controllare costantemente e in maniera del tutto efficiente: «E' follia pensare di poter radunare 100.000 persone nell'area intorno alla Torre Eiffel ogni notte per un mese senza rischi. Sulla scia degli attentati di Parigi e Bruxelles, la prospettiva di aree di raduno dei tifosi mi terrorizza», ha affermato.