14 luglio 2020
Aggiornato 06:00
La dichiarazione del ministro dell'Interno tedesco

Brennero, Berlino sta con Vienna: «Ciò che accade dipende dall'Italia»

Ad agosto, aprendo le porte ai rifugiati, Angela Merkel disse che il regolamento di Dublino è superato. Ora, però, il suo ministro dell'Interno si schiera con Vienna, sottolineando che l'Italia deve tenersi i migranti

BERLINO - Ad agosto fu Angela Merkel a dichiarare, nell'aprire le porte della Germania ai migranti in cerca di protezione internazionale, che il regolamento di Dublino che obbliga a registrarsi nel primo Paese sicuro d'arrivo era superato nei fatti. Ora, invece, Berlino ha dato il suo imprimatur alla linea di Vienna, che ha deciso di introdurre controlli (e forse anche una rete) al confine del Brennero per bloccare il flusso di migranti provenienti dall'Italia. A farsi portavoce di tale posizione, il ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maiziere, che ha incontrato il collega austriaco Wolfgang Sobokta.

«Colpa» dell'Italia?
«Ciò che accade al Brennero dipende innanzitutto dall’Italia», ha dichiarato: parole che non lasciano dubbi. Il riferimento è al «vizietto» italiano di «lasciarsi sfuggire» i migranti che vogliono raggiungere il Nord Europa, senza prelevare loro le impronte. E, dunque, non rispettando i termini del trattato di Dublino. «È ormai chiaro che la rotta dei Balcani appartiene al passato e che non ci sarà più un posto dove masse di persone potranno passare verso la Germania, l’Austria, il centro dell’Europa», ha aggiunto il ministro, alludendo all'accordo stretto con la Turchia che sta notevolmente alleggerendo la rotta balcanica.  Un accordo che, come da previsione, sta cominciando a mettere sotto pressione la rotta mediterranea, e in particolar modo l'Italia.

Superare Dublino?
Così, il ripristino dei controlli alla frontiera austriaca è una risposta proprio all'eventualità che, passando per l'Italia, i migranti tentino di raggiungere la Mitteleuropa. E proprio dalla Mitteleuropa per eccellenza - la Germania - è giunto l'assist all'Austria. Un assist che stona un po' con l'intenzione, dichiarata nuovamente qualche settimana fa, di Bruxelles di superare, almeno parzialmente, il sistema di Dublino. L'intento sarebbe quello di superare un sistema d'asilo che ha manifestato ormai palesemente il proprio fallimento. Lo richiede peraltro una risoluzione non legislativa votata a larga maggioranza (459 voti contro 206 e 52 astenuti) dalla plenaria del Parlamento europeo. Risoluzione, a quanto pare, smentita nei fatti, vista la stretta austriaca che ha addirittura ottenuto l'endorsement di Berlino. I Paesi del Nord non sembrano assolutamente disposti a rinunciare a Dublino. E l'Italia ne subirà, pare, le conseguenze.