20 agosto 2019
Aggiornato 03:00
E adesso Sanders si gioca le ultime carte per fermare Hillary

Usa 2016, Clinton vince, Trump trionfa

I risultati delle primarie di ieri si sono rivelati un vero trionfo per il candidato repubblicano favorito Donald Trump, e un'importante vittoria per la front runner democratica Hillary Clinton

Hillary Clinton e Donald Trump verso la vittoria?
Hillary Clinton e Donald Trump verso la vittoria? Shutterstock

NEW YORK - I risultati delle primarie di ieri si sono rivelati un vero trionfo per il candidato repubblicano favorito Donald Trump, e un'importante vittoria per la «front runner» democratica Hillary Clinton. Il tycoon ha conquistato tutti i cinque Stati - Pennsylvania, Connecticut, Maryland, Delaware e Rhode Island - in cui si votava nel nuovo round di primarie e in questo modo si avvicina sempre più alla nomination repubblicana. Hillary Clinton ha invece battuto Bernie Sanders in quattro Stati (tranne il Rhode Island) e si appresta a raggiungere il numero necessario di delegati per la nomination già entro la metà di maggio.

Un record per Trump
Secondo il New York Times, Per Trump si è trattato di un vero e proprio record, visto che ha vinto i cinque Stati con maggioranze comprese tra il 55 e il 60%, un risultato che non vedeva da mesi. In questo modo il miliardario sottolinea ancora di più l'impossibilità per gli altri candidati di arginare la sua avanzata, che potrebbe portarlo diretto alla convention di Cleveland come vincitore. Proprio per questo, Ted Cruz e John Kasich si sono alleati, nel tentativo di fermare Trump nei prossimi appuntamenti elettorali. Adesso il partito repubblicano guarda all'Indiana, dove le primarie si svolgeranno il 3 maggio. Cruz sente ancora di più la pressione visto che grazie all'asse creato con Kasich sarà lui a dover battere Trump, anche se per ora in molti mettono in dubbio l'efficacia del ticket.

Una vittoria senza precedenti
Il record di ieri è stata una conferma fondamentale per il candidato odiato dall'establishment. Di certo, Prima delle recenti proiezioni di Five Thirty Eight, che non prevedevano (e ancora non prevedono) il raggiungimento dei 1.237 delegati, Trump non aveva mai ottenuto la maggioranza assoluta in uno Stato; dopo, ce l'ha fatta in sei Stati consecutivi, ovvero New York e i cinque di ieri sera (Connecticut, Rhode Island, Delaware, Maryland e Pennsylvania). Un successo non solo derivato dal blocco di Stati favorevole demograficamente al magnate, visto che in Virginia, altro Stato simile, aveva ottenuto solo il 35 per cento; la Pennsylvania, dove ha preso il 57% dei voti, non è così diversa dall'Illinois, dove ha ottenuto il 39 per cento.

Perché Trump trionfa?
Ma a cosa può essere dovuta l'inarrestabile ascesa di Trump? Le opzioni sono tre. Primo: il miliardario potrebbe aver convinto la gente che il sistema di assegnazione dei delegati sia manipolato contro di lui, come ha sostenuto nei giorni scorsi, o semplicemente che meriti la nomination perché è il più votato, a prescindere dalla conquista dei 1.237 delegati. Secondo: potrebbero essere gli indecisi a premiarlo. Terzo: secondo l'ultima teoria di Silver, a favorirlo sarebbe la bassa affluenza che si è registrata negli ultimi Stati al voto, contro quella molto più alta nei primi Stati, segno che gli anti-Trump sarebbero ormai scoraggiati. La campagna contro Trump sta semplicemente convincendo le persone a restare a casa, anche perché poco convinte dalle alternative.

La vittoria di Hillary
Sul fonte democratico, dopo la vittoria a New York Hillary Clinton sembra essere rinata: ha vinto nei quattro Stati più importanti, portando a casa il Maryland e la Pennsylvania, dove si assegnava il maggior numero di delegati. La vittoria finale su Sanders per l'ex first lady, se continua con questo passo, è all'inizio di giugno, mentre entro il 17 maggio (con il voto in Oregon e in Kentucky) se dovesse migliorare le prestazioni.

La polemica Trump-Clinton
Ad ogni modo, la giornata di ieri ha visto anche una polemica tra coloro che, molto probabilmente, sono destinati a sfidarsi per la Casa Bianca. A iniziare è stato Trump, che, durante il suo discorso da vincitore, ha dichiarato che «Se Hillary Clinton fosse un uomo, credo che non prenderebbe il 5% dei voti». "L'unica cosa che la porta avanti è la carta dell'essere donna» ha aggiunto Trump, parlando di fronte alla folla radunata alla Trump Tower, a New York. «E la cosa bella è che alle donne non piace. Guardate come sono andato bene io con le donne, questa sera». «Farò molto di più per le donne di quanto farebbe Hillary Clinton» ha aggiunto, mettendo già a fuoco la sfida contro la candidata democratica, quasi certa della vittoria contro Bernie Sanders.