14 novembre 2019
Aggiornato 17:30
Colpi d'arma da fuoco e tentativi di intimidazione

Libia, il governo c'è, ma è già sotto assedio

Colpi d'arma da fuoco e tentativi di intimidazione hanno accolto ieri a Tripoli il premier libico designato Fayez al Sarraj, arrivato via mare nella capitale con altri membri di unità nazionale

TRIPOLI - Colpi d'arma da fuoco e tentativi di intimidazione hanno accolto ieri a Tripoli il premier libico designato Fayez al Sarraj, arrivato via mare nella capitale con altri membri di unità nazionale. Le arterie principali della capitale sono state bloccate da membri di gruppi armati a bordo di mezzi militari, muniti di kalashnikov. I residenti, intimoriti, si sono ritirati in casa e numerose attività commerciali hanno chiuso i battenti.

Irruzione in una tv d'opposizione
In serata, un gruppo armato ha fatto irruzione con la forza nella sede di al Nabaa, un'emittente satellitare libica vicina alle autorità islamiche che controllano Tripoli, sospendendo le trasmissioni e cacciando i dipendenti. Secondo un giornalista di al Nabaa, gli uomini che hanno ocucpato la sede dell'emittente «sembravano favorevoli al governo di Sarraj». Due compagnie aeree libiche, Afriquiyah Airlines e Lybian Airlines hanno annunciato su Facebook la cancellazione dei loro voli sulla capitale «per problemi di sicurezza».

Le critiche del governo non riconosciuto
Il capo del governo di Tripoli non riconosciuto dalla comunità internazionale, Khalifa el Ghwell, ha denunciato come illegale il governo di Sarraj, che è sostenuto dalle Nazioni Unite. «Coloro che sono entrati illegalmente e clandestinamente devono ritirarsi o tornare indietro sui loro passi» se non vogliono «assumersi le conseguenze legali» delle loro azioni, ha minacciato in un discorso televisivo. Da parte sua, il vice presidente del Congresso generale nazionale, Awad Abdelsadeq, ha affermato che Sarraj e i suoi ministri «sono entrati illegalmente» in Libia «con l'aiuto dei soldati e di qualche traditore».

Le promesse del premier
Sarraj, accolto ieri da alti gradi della marina locale, al suo arrivo a Tripoli si è impegnato a fare della «riconciliazione» e della «soluzione alla crisi economica e della sicurezza» una sua priorità. Il premier designato ha quindi lanciato un appello a «unire gli sforzi dei libici per contrastare Daesh».

Le speranze della comunità internazionale
Il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha auspicato in un comunicato che il governo di unità nazionale libico possa «cominciare il suo lavoro cruciale» per la Libia. L'Unione europea ha lanciato un appello «alle istituzioni e alle parti libiche» affinché «lavorino» con il governo di unità. Da parte sua, la Francia ha salutato «la coraggiosa decisione» del governo designato di trasferirsi a Tripoli per iniziare il lavoro. Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni ha accolto ieri con soddisfazione l'arrivo a Tripoli del Consiglio di Presidenza libico. «E' un altro passo avanti per la stabilizzazione della Libia. Sulla base della determinazione del premier Serraj e del Consiglio Presidenziale sono ora possibili nuovi progressi per il popolo libico. L'Italia è stata sempre in prima linea con numerose iniziative diplomatiche per l'obiettivo della stabilizzazione della Libia», ha dichiarato il ministro. Il governo di unità nazionale libico è stato formato dopo un accordo politico firmato a fine 2015 in Marocco, sotto egida delle Nazioni unite, dai deputati dei due Parlamenti rivali. Ma per essere ufficialmente investito, il governo dovrebbe ottenere la fiducia del Parlamento di Tobruk, ad ora sempre negata.

(Con fonte Askanews)