28 settembre 2020
Aggiornato 01:00
Terrorista: dovevo entrare a Stade de France ma non avevo biglietto

Le rivelazioni di Salah nel suo primo interrogatorio

Il presunto terrorista Salah Abdeslam, nel commando degli attentati di Parigi del 13 novembre, ha raccontato la sua verità agli inquirenti in Belgio

BRUXELLES - Il presunto terrorista Salah Abdeslam, nel commando degli attentati di Parigi del 13 novembre, ha dichiarato agli inquirenti in Belgio che «il responsabile» per gli attacchi «è Abaaoud», che per «hotel e auto a noleggio» ha seguito le richieste di suo fratello Brahim e infine che avrebbe dovuto entrare nello Stade de France per farsi saltare in aria ma non aveva il biglietto. Le indiscrezioni sono state pubblicate da Bfm Tv. Nel corso dell'interrogatorio del 19 marzo, che sappiamo da fonti citate da Politico essere durato circa un'ora, Salah ha dato dettagli sugli attentati di Parigi, ma molti sono contestati dai fatti e dalle prove delle indagini.

Il responsabile di Parigi
Prima di tutto ha precisato che «il responsabile» degli attentati di Parigi «è (Abdelhamid) Abaaoud. L'ho saputo da mio fratello Brahim. E' lui che mi ha spiegato che Abaaoud è il responsabile. Ho incontrato Abaaoud a Charleroi la notte tra l'11 e il 12 febbraio 2015. L'unica volta che l'ho visto in vita mia». Eppure i due uomini sono stati condannati insieme per rapina nel 2010. 

I kamikaze del Bataclan
Salah ha assicurato di non conoscere i tre kamikaze del Bataclan ma ha confermato che «nove persone più lui» facevano parte del commando. L'attentatore ha poi spiegato che dei tre uomini che erano in macchina con lui, conosceva soltanto «Bilal Hadfi» e non «gli altri due iracheni». «Dovevo entrare come spettatore allo stade de France. Ma non avevo il biglietto - ha aggiunto - Ho rinunciato e sono rimasto in macchina». Dopo «ho contattato una sola persona Mohammed Abrini». Dai tabulati emerge che Salah Abdeslam aveva contatatto anche Mohammed Amri e Hamza Attou per riuscire a scappare in Belgio. 

Il fratello
Dopo la fuga si è nascosto «da Mohamed Belkaid (ucciso il 15 marzo) a Schaerbeek, poi a Forest», ha ammesso confermando gli spostamenti. Sul fratello Brahim, Salah dice che è un punto centrale del suo coinvolgimento nell'operazione. Era su sua richiesta che Salah affittava appartamenti, stanze d'albergo o auto ed è stato Brahim, che si è fatto esplodere a Comptoir Voltaire, che ha preparato la sua «cintura esplosiva». Infine Salah Abdeslam, interrogato successivamente sugli attentati del 22 novembre, ha assicurato di non riconoscere in foto Najim Laachraoui, presunto artificiere della cellula parigina, morto negli attentati della capitale belga.

(Con fonte Askanews)