30 settembre 2020
Aggiornato 20:00
L'uomo chiave per stragi Parigi: non sapevo di bombe Bruxelles

Attacchi a Bruxelles, e ora Salah dice sì all'estradizione in Francia

Salah Abdeslam non sapeva degli attentati di martedì a Bruxelles e ora vuole partire per la Francia il prima possibile

BRUXELLES - Salah Abdeslam non sapeva degli attentati di martedì a Bruxelles e ora «vuole partire per la Francia il prima possibile»: lo ha dichiarato il suo avvocato, Sven Mary, all'uscita dall'udienza in tribunale a Bruxelles, a cui si pensava che avrebbe partecipato lo stesso accusato, attesa alimentata anche da un enorme dispositivo di sicurezza davanti alla corte. Invece Mary si è presentato a nome del suo assistito, considerato il kamikaze mancato degli attacchi a Parigi dello scorso novembre, catturato in Belgio venerdì scorso.

Cambia idea
«Salah Abdeslam mi ha comunicato il suo desiderio di andare in Francia il più presto possibile», ha detto il legale, aggiungendo di avere ottenuto un rinvio dell'udienza davanti alla Camera del Consiglio belga, che doveva deliberare oggi sulla convalida dell'arresto, al 7 aprile. «E' questione di una settimana, non c'è più opposizione», ha detto l'avvocato, che ha chiesto e ottenuto il rinvio dell'udienza: «il fascicolo è voluminoso, serve dunque tempo per studiarlo», ha detto Sven. Un'udienza per l'estradizione resta comunque fissata per il 31 marzo, riferiscono i media belgi.

Silenzio
Inizialmente Salah aveva fatto sapere di essere contrario all'estradizione, convinto, pare, che in Francia lo avrebbero torturato. Ora sembra aver maturato diversa opinione. Sospettato-chiave per gli attentati a Parigi del 13 novembre, costati la vita a circa 130 persone, Salah Abdeslam è stato arrestato il 18 marzo dopo oltre quattro mesi di latitanza. Inizialmente si era parlato di una sua collaborazione con gli inquirenti, ma lo stesso Sven ha riconosciuto poi che «è rimasto muto» e non ha fornito informazioni. L'ipotesi circolata, e contestata dal legale, è che avrebbe obbedito all'ordine del silenzio ricevuto da Mehdi Nemmouche, a sua volta in carcere a Bruges, per l'attentato al museo ebraico di Bruxelles del maggio 2014.

(Con fonte Askanews)