23 settembre 2020
Aggiornato 08:00
I voti si disperdono, a vantaggio di Trump

Establishment repubblicano in crisi? La tempesta perfetta per Trump

L'obiettivo dell'establishment del partito repubblicano era quello di creare un fronte unico e compatto a favore di un candidato, per contrastare Donald Trump

NEW YORK - L'obiettivo dell'establishment del partito repubblicano era quello di creare un fronte unico e compatto a favore di un candidato, per contrastare Donald Trump. Il voto dispersivo in New Hampshire ha invece spinto il Grand Old Party nel caos, secondo l'analisi di Politico.

Lo stop di Rubio
Marco Rubio, emerso a sorpresa dai caucus dell'Iowa, ha visto la sua ascesa fermarsi immediatamente di fronte all'elettorato storicamente indeciso del New Hampshire, che non gli ha perdonato la fiacca prestazione nell'ultimo dibattito. Così, il campo dei candidati 'convenzionali' è ora sovraffollato, con Rubio, Jeb Bush - sopravvissuto al New Hampshire - e John Kasich, rinfrancato dal secondo posto nel 'Granite State', che si contenderanno i voti più moderati in South Carolina. Chris Christie, a sua volta alla ricerca del sostegno dell'elettorato tradizionale, ha subito una pesante sconfitta in New Hampshire e potrebbe abbandonare le primarie.

Vantaggio per Trump
A trarne vantaggio è, soprattutto, un candidato: «Questa è la tempesta perfetta per Trump» ha commentato Matt Dowd, a capo della strategia elettorale per la rielezione di George W. Bush, nel 2004. «Ha ottimi sondaggi, ha vinto con un vantaggio in doppia cifra, si è ripreso da una sconfitta e ha molti avversari. Non si potrebbe disegnare - ha aggiunto - uno scenario migliore per lui». Quando il partito sarà riuscito a unirsi a sostegno di un candidato convenzionale, secondo Dowd, potrebbe già essere tardi per fermare Trump.

Le prossime mosse
Sarà complicato anche fermare il senatore Ted Cruz, che come Trump punta sull'elettorato insoddisfatto e più conservatore. Dopo aver vinto in Iowa, si è difeso in New Hampshire, dove dovrebbe chiudere al terzo posto (al momento, scrutinato l'89% dei voti). Punterà, poi, a grandi risultati in South Carolina, dove conta il voto degli evangelici, e in una serie di Stati meridionali che voteranno a marzo. Al momento, i (pochi) sondaggi per le primarie del South Carolina, in programma il 20 febbraio, premiano Trump con il 36% delle intenzioni di voto, seguito da Cruz con il 19,7 per cento; per i caucus del Nevada, il 23 febbraio, non ci sono sondaggi recenti: l'ultimo, a dicembre, assegnava il 33% a Trump e il 20% a Cruz.

(Con fonte Askanews)