23 ottobre 2019
Aggiornato 12:30
Ieri sera a Des Moines il duello esperienza contro idealismo

Clinton vs Sanders, l'ultima sfida prima del duello nell'Iowa

Esperienza contro idealismo: Hillary Clinton e Bernie Sanders si sono affrontati davanti ai democratici dell'Iowa nell'ultima trasmissione televisiva a una settimana dall'apertura dei caucus per le primarie presidenziali

DES MOINES - Esperienza contro idealismo: Hillary Clinton e Bernie Sanders si sono affrontati davanti ai democratici dell'Iowa nell'ultima trasmissione televisiva a una settimana dall'apertura dei caucus per le primarie presidenziali nello stato del centro delle Stati uniti dal quale da oltre 40 anni parte la corsa per la Casa Bianca. I due candidati sono stato intervistati a turno dagli elettori in una trasmissione organizzata dalla Cnn alla Drake University di Des Moines.

L'esperienza di Clinton
Hillary Clinton, energica e volonterosa, ha preso atto dei sondaggi che danno il senatore del Vermont a un passo nell'Iowa, dove nel 2008 l'ex segretario di Stato aveva già perso contro Barack Obama. Un sondaggio di Fox News pubblicato ieri attribuisce a Hillary Clinton il 48% delle intenzioni di voto, contro il 42% di Bernie Sanders. «E' una campagna difficile, è normale» ha ammesso l'ex first lady. «E' il lavoro più faticoso del mondo, si sceglie un presidente e un comandante in capo». Il suo ultimo argomento è che solo lei ha le spalle abbastanza ampie per fare «tutte le parti del lavoro» di presidente. L'ex first lady ha parlato a lungo della sua esperienza di segretario di Stato (2009-2013), del suo lavoro con Israele e palestinesi o sull'accordo nucleare con l'Iran. «Ho preso di mira lo status quo, sempre» ha aggiunto, davanti auna platea democratica che considera Sanders una promessa di cambiamento. Clinton ha citato in particolare il suo tentativo fallito di riformare il sistema sanitario nel 1993, quando era first lady. «Avete bisogno di qualcuno che ha dimostrato di essere capace di battersi»

L'idealismo di Sanders
Poco prima era stato un Bernie Sanders incoraggiato dalla sua ascesa nei sondaggi e dalla folla ai suoi comizi a smentire, educatamente ma fermamente, l'ex segretario di Stato, attaccandola sul suo voto, nel 2002 da senatrice, per autorizzare George W. Bush a ricorrere alla forza contro l'Iraq di Saddam Hussein. «Il voto più importante in affari esteri che abbiamo avuto nella storia moderna è stato il voto sulla guerra in Iraq. Ho votato contro la guerra in Iraq» ha detto Bernie Sanders. «L'esperienza è importante, il discernimento lo è altrettanto». Ironico con la platea, rilassato, il senatore 74enne ha promesso du pubblicare presto l'esito del suo check up medico, premettendo che non «sorprenderà nessuno».

La lotta contro Wall Street
Per tutta la sera ha cercato di mitigare la sua immagine di militante di sinistra, per convincere il democratici che sono incerti sulla sua investitura nel rischio che possa perdere le primarie. «Le idee che propongo non solo radicali» ha detto, citando al Scandinavia e la Germania. «Tocchiamo un punto sensibile degli americani che pensano che la politica dell' establishment non basterà. Abbiamo bisogno di un cambiamento audace. abbiamo bisogno di uan rivoluzione politica» ha ribadito, riproponendo i suoi cavalli di battaglia sull'«avidità di Wall Street» e sul «sistema di finanziamento elettorale corrotto».

Il terzo candidato
Al dibattito ha partecipato anche il terzo candidato democratico, l'ex governatore del Maryland Martin O'Malley, che ha incoraggiato i suoi sostenitori a «tener duro» nei caucus di lunedì prossimo. I caucus sono le riunioni del militanti democratici in cui i partecipanti si raggrupperanno in base candidato preferito invece di votare (nel partito repubblicano invece si vota normalmente). Ma se un candidato non raggiunge il 15% dei presenti al caucus, in suoi sostenitori devono unirsi,a loro scelta, ai gruppi degli altri. Secondo Fox News, Martin O'Malley ha il 3% delle intenzioni di voto.

(Con fonte Askanews)