15 novembre 2019
Aggiornato 15:30
Presidenziali USA 2016 | Primarie Democratici

L'implicito schieramento di Obama in favore di Clinton

In un'intervista a Politico, il presidente statunitense loda «l'esperienza straordinaria» del suo ex segretario di Stato: «quello che Hillary presenta è il riconoscimento che alla fine la politica deve tradurre i valori in governance e fornire risultati facendo la differenza nella vita di tutti i giorni delle persone».

NEW YORK - Barack Obama non si schiera apertamente ma di fondo sta dalla parte di Hillary Clinton, la candidata democratica alle elezioni presidenziali americane che vede nel senatore del Vermont Bernie Sanders il suo principale (e temuto) rivale. In un'intervista a Politico, il presidente statunitense (anche lui un democratico) loda «l'esperienza straordinaria» del suo ex segretario di Stato.

La ex first lady «conosce tutto nei dettagli e qualche volta ciò potrebbe rendere lei più cauta e la sua campagna più prosa che poesia», ha dichiarato Obama per dire che è più concreta e non meramente teorica, un'accusa mossa recentemente da Clinton contro Sanders.

Secondo il Commander in chief, «quello che Hillary presenta è il riconoscimento che alla fine la politica deve tradurre i valori in governance e fornire risultati facendo la differenza nella vita di tutti i giorni delle persone». Queste parole echeggiano quelle usate da Clinton nei giorni scorsi, quando aveva criticato Sanders affermando che «la teoria non è sufficiente. Un presidente deve dare risultati nella realtà» e dicendosi «non interessata alle idee che sono buone sulla carta ma che non si concretizzeranno mai nella realtà».

Obama è convinto che Sanders sia sceso in campo «con il lusso» di essere visto come un vincitore improbabile, che non ha nulla da perdere, mentre Clinton lo ha fatto con «l'onore e l'onere di essere percepita come una front-runner» ossia la candidata data per vincente. Così è stato sin da quando lei si è candidata lo scorso anno anche se Sanders sta avanzando nei sondaggi. Per questo nelle ultime tre settimane la campagna di Clinton ha vissuto una sorta di flashback, con la memoria tornata nel 2008. Allora un mezzo sconosciuto Obama stava sfidando l'ex first lady e senatrice di New York nella corsa alla Casa Bianca e lui, senatore dell'Illinois, inaspettatamente vinse in Iowa, lo Stato dove lunedì prossimo si terranno i caucus con cui inizia il processo che porterà alla nomina del candidato democratico e di quello repubblicano tra cui gli elettori dovranno poi scegliere.

Al giornalista che gli ha chiesto se Clinton sia al centro di un «ingiusto scrutinio», Obama ha risposto con un «sì» indicando un tacito rammarico per i toni duri usati dalla sua campagna otto anni fa contro di lei.

Forse un endorsement ufficiale da parte di Obama per Clinton non arriverà mai. D'altra parte la Casa Bianca ha già detto che il presidente uscente probabilmente se ne starà fuori dalle primarie democratiche. Eppure nell'intervista a Politico, Obama ha esaltato le sue qualità più di quanto non abbia fatto con Sanders, di cui apprezza comunque la «grande autenticità», la «grande passione», «la virtù di dire esattamente quello in cui crede».

L'implicito schieramento di Obama in favore di Clinton si inserisce perfettamente nella strategia della candidata, che sta sempre più cavalcando la popolarità che il presidente ancora gode in Iowa. Non a caso nell'ultimo dibattito democratico e sul campo ha elogiato il suo operato. Nello Stato del Midwest nacque la speranza incarnata da colui poi diventato il primo presidente afroamericano d'America. Là c'è stato quello che lo stesso Obama ha definito «il periodo politico più soddisfacente della mia carriera». «Lo spirito [in Iowa] era vero. E il fatto che ne eravamo parte è qualcosa di cui continuo ad essere fiero». Non resta che vedere cosa l'Iowa, questa volta, significherà per Clinton.

(con fonte Askanews)