6 giugno 2020
Aggiornato 17:00
Di chi non è rifugiato e dei criminali stranieri

Merkel spinge il pedale sulle espulsioni

Dopo i fatti di Colonia, Angela Merkel e il suo partito stanno spingendo il pedale sull'acceleratore per le procedure di rimpatrio di chi non ha diritto allo status di rifugiato e, con un disegno di legge ad hoc, dei criminali stranieri

BERLINO - Angela Merkel invita l'Algeria ad accelerare le procedure di rimpatrio degli algerini le cui richieste di asilo sono state respinte in Germania. Berlino e Algeri hanno siglato un accordo in tal senso, «ma dobbiamo assicurarci che funzioni come si deve», ha detto Merkel in conferenza stampa con il premier algerino Abdelmalek Sellal. All'inizio di gennaio il ministro degli Interni tedesco, Thomas de Maiziere, aveva sottolineato con preoccupazione il significativo aumento del numero degli arrivi di migranti dal Marocco e dall'Algeria.

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I migranti provenienti dal Nordafrica sono sotto la luce dei riflettori dopo i fatti di Colonia: molte delle donne molestate hanno parlato di «uomini di origine araba o nordafricana» quali responsabili delle violenze. Fra i 32 sospetti identificati dalla polizia tedesca figurano 9 algerini. Berlino sta vagliando l'ipotesi di classificare Algeria e Marocco come «stati sicuri», una categoria che esclude in pratica la concessione dello status di rifugiati ai cittadini di quei Paesi. 

Risposta dura ma necessaria
Intanto, i due partiti al governo in Germania, la Cdu e la Spd, hanno trovato un accordo sulla questione delle espulsioni dei criminali stranieri, una riforma decisa sull'onda dell'indignazione per quanto avvenuto la notte di Capodanno a Colonia. «Si tratta di una risposta dura ma necessaria da parte dello Stato a coloro che cercano qui protezione, credono di poter commettere reati senza che vi siano conseguenze sulla loro presenza in Germania», ha detto il ministro degli Interni, il cristiano-democratico Thomas de Maizière. «I criminali devono rendere conto degli loro atti in modo conseguente in Germania», ha aggiunto il ministro della Giustizia, il socialdemocratico Heiko Maas. «Per i criminali stranieri l'espulsione è una delle conseguenze», ha aggiunto.

Cosa prevede il disegno di legge
Il disegno di legge del governo di Grande Coalizione prevede che gli stranieri condannati a una pena detentiva, anche con la condizionale, possano essere obbligati a lasciare la Germania. La proposta era stata avanzata dalla stessa cancelliera Angela Merkel nel corso di un vertice del suo partito a Magonza, pochi giorni dopo i fatti di Colonia. Finora esistono due tipi di procedure: la più severa prevede che tutti gli stranieri condannati ad almeno tre anni di carcere debbano essere espulsi se la loro vita o salute non è in pericolo nei paesi di provenienza. La seconda prevede una semplice ingiunzione a lasciare il Paese dopo una condanna ad almeno un anno di carcere senza condizionale. Nella notte di capodanno a Colonia, ma anche in altre città tedesche ed europee, molte donne sono state vittime di violenze e abusi a sfondo sessuale. Nella città renana sono state sporte oltre 500 denunce.

I delitti di Capodanno
Il numero delle denunce per furti, violenze e aggressioni sessuali durante la notte di Capodanno a Colonia continua ad aumentare ed è arrivato oggi a 561. Alcune vittime hanno denunciato sia aggressioni a sfondo sessuale che furti, «quasi esclusivamente» attribuiti a persone di origine «immigrata», che hanno agito in gruppo nella zona tra la cattedrale della città e la stazione centrale. Due inchieste sono condotte in parallelo, dalla polizia locale e dalla polizia federale, e la procura di Colonia dispone di 12 sospetti di cui 5 in detenzione provvisoria, precisa l'agenzia stampa tedesca Dpa. Questi sono tutti originari del Nord Africa e sono sospettati di furti, non di aggressioni sessuali. Dal canto suo invece la polizia federale ha identificato 32 sospetti, di cui 9 algerini, 8 marocchini, 5 iraniani, 4 siriani, un iracheno, un serbo, un americano e 3 tedeschi. 22 di loro sono richiedenti asilo. Tutti sono sospettati di furto e violenze

Gli iracheni vogliono tornare a casa
Ma non tutti vogliono rimanere in Germania. Infatti, il numero degli iracheni rifugiati che vogliono tornare a casa è quasi decuplicato. Lo dicono i numeri registrati presso l'ambasciata irachena a Berlino, secondo il ministero degli Esteri tedesco. Attualmente sono 1.400 i rifugiati iracheni che hanno presentato richiesta per avere il passaporto per poter tornare in Iraq, scrive la Bild, mentre erano sono 150 a fine ottobre. Il giornale tedesco parla di notizia «sorprendente», ma non scioglie il quesito se questo incremento dipenda da un miglioramento della situazione nel loro Paese o dalla delusione per le condizioni di vita in Germania. Un'analoga situazione si registra anche in Finlandia, Paese che nel 2015 era tra le mete preferite dei profughi iracheni. Nell'ultimo periodo il governo iracheno ha introdotto una serie di incentivi per convincere i suoi cittadini a rientrare.

(Con fonte Askanews)

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