15 settembre 2019
Aggiornato 20:00
Tra repubblicani rischiano il taglio Paul, Fiorina e Kasich

Usa 2016, da Fox Business criteri più severi per accedere al prossimo dibattito

Per il prossimo dibattito, Fox Business ha deciso di adottare criteri più severi per l'ammissione al dibattito in prima serata

NEW YORK - Nel partito repubblicano molte voci si sono sollevate contro l'organizzazione dei dibattiti e la divisione dei candidati in due batterie, che ha relegato in una fascia oraria penalizzante quelli più deboli nei sondaggi, come Lindsey Graham, che ritirando la sua candidatura ha detto, giorni fa: «Non posso dirvi quanto sia stato frustrante aver trascorso il mio tempo a prepararmi per diventare presidente per poi finire al tavolo dei bambini», riferendosi ai dibattiti preserali. «Una cosa del genere - ha aggiunto - non fatela mai più».

Criteri severi
Per il prossimo dibattito, in programma a North Charleston, in South Carolina, il 14 gennaio, organizzato e trasmesso da Fox Business, il network televisivo ha deciso di adottare criteri più severi per l'ammissione al dibattito in prima serata, che potrebbero drasticamente ridurre il numero di partecipanti, a poco più di due settimane dai caucus dell'Iowa, che apriranno la corsa alla nomination il primo febbraio. Al quinto e ultimo dibattito, il 15 dicembre, hanno partecipato nove candidati, tutti con almeno il 4% nei sondaggi riguardanti i primi Stati a votare; al prossimo, potrebbero essere solo sei. Per partecipare al dibattito principale, servirà essere arrivati tra i primi sei nella media di cinque sondaggi nazionali (non ancora specificati) o nei primo cinque posti nella media delle recenti rilevazioni in Iowa e New Hampshire, i primi due Stati a votare. Gli altri si qualificheranno per il dibattito preserale, a patto di avere almeno l'1% in uno dei sondaggi presi in considerazione.

Chi si qualificherebbe?
Secondo la media attuale di Real Clear Politics, si qualificherebbero Donald Trump, Ted Cruz, Marco Rubio, Ben Carson, Jeb Bush e Chris Christie. Rispetto al precedente, sarebbero retrocessi al dibattito secondario Rand Paul, Carly Fiorina e John Kasich. Prima dei caucus in Iowa, poi, ci sarà un altro dibattito, il 28 gennaio.

Il ritiro di Graham, grande assente nei dibattiti
In effetti, il ritiro di Graham sembra legato anche alla questione dei dibattiti. «Sospendo la mia campagna elettorale, non il mio desiderio di aiutare il Paese» ha detto il rappresentante della South Carolina. «Ecco quello che prevedo: il nostro candidato adotterà il mio piano per distruggere l'Isis. Dico a quelli del partito che se vogliono vincere devono dare un'occhiata al mio piano. A Hillary dico: 'Se diventerai presidente - ha detto - ti aiuterò come possibile per vincere una guerra che non possiamo permetterci di perdere, ma spero non lo diventerai'». Graham, candidatosi all'inizio di giugno, non si è mai qualificato per i dibattiti principali tra i candidati repubblicani, a causa dei pessimi risultati nei sondaggi, e in un'occasione non è stato nemmeno ammesso al confronto secondario. «Il mio più grande problema è che a molte persone piace quello che dico, ma non molte persone lo ascoltano» ha detto. Ha poi ammesso: «Non posso dirvi quanto sia stato frustrante aver trascorso il mio tempo a prepararmi per diventare presidente per poi finire al tavolo dei bambini».

Il suo consiglio
Il suo consiglio al partito, relativo al formato dei dibattiti: «Una cosa del genere non fatela mai più». Quest'anno, a causa dell'elevato numero di candidati (inizialmente 17, ora diventati 13), il partito repubblicano ha deciso di dividerli in due dibattiti, in base ai loro risultati nei sondaggi.

(Con fonte Askanews)