17 luglio 2019
Aggiornato 00:30
Parlamento senza maggioranza netta, come da decenni accade a Roma

Spagna, El Pais avverte: e ora arriva «il bello» della politica all'italiana

La Spagna stamattina si è svegliata più vicina all'Italia: con un parlamento senza una maggioranza chiara e la prospettiva di settimane di estenuanti trattative per trovare compromessi tra forze diverse e varare un governo

MADRID - La Spagna stamattina si è svegliata più vicina all'Italia: con un parlamento senza una maggioranza chiara e la prospettiva di settimane di estenuanti trattative per trovare compromessi tra forze diverse e varare un governo, che, magari zoppicando, possa gestire il Paese. Il quotidiano El pais in un editoriale traccia il parallelo tra decenni di storia politica italiane e la novità, rappresentata da un parlamento senza maggioranza per la prima volta dal 1982, a cui gli spagnoli si dovranno abituare dopo il voto di ieri. Ma non è una fase negativa: anzi, «ora viene il bello», scrive il Pais. Sarà «un momento di politica con la maiuscola, in cui tutti questi nuovi leader dovranno dimostrare di che pasta sono fatti».

Scenario italiano
«Lo diceva Felipe Gonzalez (l'ex premier socialista) già a maggio che la Spagna andava verso uno scenario italiano, ma con il grave problema che non ci sono italiani a gestirlo. Ecco, ci siamo» si legge nel commento a firma Inigo Dominguez. L'autore ricorda tutte le formule bizzarre della politica italiana del dopoguerra: il pentapartito, durato ben 12 anni, concetto astruso quasi quanto le «convergenze parallele» inventate da Aldo Moro negli anno Sessanta, e il successivo compromesso storico, tra Dc e odiati comunisti. Negli anni Novanta irrompe sulla scena Silvio Berlusconi, ma la politica non finisce di stupire: con la Lega Nord ad esempio, che prima gli dà del mafioso e poi si allea con lui al governo per un decennio. E infine l'alleanza «contronatura» tra destra e sinistra in preda al «panico» davanti alla forza del «movimento dell'antipolitica di Beppe Grillo» dopo le elezioni 2013. 

Maestri dell'intervallo
«Dovremo abituarci a cose che vediamo ciclicamente alla Tv a Roma: giri di contatti del capo di Stato con i partiti, improvvisa importanza di formazioni nane, il fatto che ogni seggio vale oro per far numero - e da qui l'arte di farsi transfuga -, la quadratura del cerchio e il tempo che passa senza che succeda nulla». «Gli italiani sono maestri dell'intervallo, della ricreazione, della gestione del tempo.»

La democrazia è cresciuta
Invece «gli spagnoli sono impazienti, più di solidi principi e finali chiari, mal sopportano la suspence e vanno in ansia se non ottengono il risultato». L'attesa di una maggioranza di governo «renderà nervosa molta gente, ma bisognerà abituarcisi. Sarà il tempo dei grandi tattici, più che degli strateghi». Eppure, sottolinea «sarà un momento appassionante di politica con la maiuscola, in cui tutti questi nuovi leader dovranno dimostrare di cosa sono fatti. Vincerà il più temprato, il più pronto e il più forte». «La democrazia è cresciuta, prima era tutto più facile. Ora viene il bello».

(Con fonte Askanews)