12 luglio 2020
Aggiornato 01:30
Così il presidente Usa dopo riunione al Pentagono

Obama: «Stiamo colpendo l'Isis con sempre più forza. E l'Italia fa la sua parte»

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha tenuto una conferenza stampa dal Pentagono dopo il suo incontro con il segretario alla Difesa, Ashton Carter, con il quale ha discusso la strategia americana per combattere il gruppo dello Stato islamico

NEW YORK - «La strategia contro l'Isis continua con urgenza, stiamo colpendolo nel modo più forte di sempre». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in una conferenza stampa dal Pentagono dopo il suo incontro con il segretario alla Difesa, Ashton Carter, con il quale ha discusso la strategia americana per combattere il gruppo dello Stato islamico. Obama nel corso del suo intervento ha ricordato come sia difficile combattere contro il gruppo dello Stato islamico che tuttavia sta perdendo territorio in Iraq e in Siria.

Il ruolo dell'Italia
«L'Italia sta aumentando il suo impegno nella lotta contro l'Isis». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in una conferenza stampa dal Pentagono dopo il suo incontro con il segretario alla Difesa, Ashton Carter, con il quale ha discusso la strategia americana per combattere il gruppo dello Stato islamico.

Avvertimento all'Isis
«Non vi potete più nascondere, sarete i prossimi ad essere colpiti». Al termine della riunione del Consiglio per la sicurezza nazionale tenuto al Pentagono, il presidente degli Stati Uniti si è anche rivolto ai capi del Daesh mettendoli direttamente nel mirino dell'azione contro il terrorismo internazionale. una offensiva in cui Stati Uniti - ma anche gli alleati Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Australia - fanno «la loro parte» ma «devono fare di più». Intanto, il segretario alla Difesa Ashton Carter è stato spedito in Medio Oriente dalla Casa Bianca per serrare ulteriormente le fila. Una missione che giunge poche ore dopo l'annuncio riferito dal canale Arabiya Tv sulla formazione di un'intesa tra 34 nazioni islamiche per combattere l'Isis.

Colpiti al cuore
Obama rivendica gli sforzi sin qui sostenuti spiegando che l'organizzazione terroristica avrebbe perso il 40 per cento dei territori controlla ti in Iraq. «Li abbiamo colpiti al cuore", sottolinea il capo di Stato, secondo cui sarà per loro «più difficile avvelenare il mondo». E dopo aver ricordato l'importanza della visita del segretario di Stato John Kerry a Mosca, il presidente Usa ha messo in chiaro che nel mese di novembre si è segnato un aumento deciso degli attacchi aerei e la coalizione internazionale è pronta a «martellare» sempre più la regione pr ottenere la resa del terrorismo.

(Con fonte Askanews)