25 luglio 2024
Aggiornato 02:30
Al termine di un'operazione di 56 giorni nello Xinjiang

Anche la Cina ha i suoi terroristi: operazione nello Xinjiang, 28 morti

Anche la Cina ha vissuto giorni di panico per colpa di un atto che le autorità identificano con il termine di terrorismo: la lotta tra le autorità e gli assalitori di una miniera si è conclusa oggi dopo 56 giorni di caccia all’uomo

PECHINO - Anche la Cina ha vissuto giorni di panico per colpa di un atto che le autorità identificano con il termine di terrorismo: la lotta tra le autorità e gli assalitori di una miniera si è conclusa oggi dopo 56 giorni di caccia all’uomo. La polizia cinese ha ucciso 28 membri di un «gruppo terrorista» nello Xinjiang, una regione per lo più popolata da musulmani e regolarmente scossa da disordini e violenze.

Operazione di 56 giorni
L'annuncio delle autorità locali giunge dopo una «operazione di 56 giorni» compiuta dalla polizia a seguito di un episodio di violenza che aveva fatto quindici morti a settembre, ha riferito oggi Tianshan, il portale d'informazione del governo regionale. Un membro del "gruppo terroristico" si è consegnato, ha aggiunto la stessa fonte.

Caccia all'uomo
Questa «caccia all'uomo» ha colpito un gruppo che a settembre aveva preso di mira una miniera di carbone isolata nella regione di Aksu, nel Sud-Ovest dello Xinjiang, vicino al distretto di Baicheng. uccidendo 11 civili, tre poliziotti e due membri delle forze paramilitari. Altre 18 persone sono rimaaste ferite, secondo il comunicato pubblicato dal dipartimento di Xinjiang.La Cina aveva annunciato a maggio di avere smantellato 181 «gruppi terroristici» nello Xinjiang dopo l'inizio di una una durissima campagna di repressione.

Dopo Parigi
Sull'onda degli attentati parigini, anche la Cina ha aumentato la propria allerta. Come riportato dalla stampa nazionale, «Pechino ha aumentato il suo livello di allerta terrorismo per coprire l'intero paese». E allo stesso tempo la Cina ha segnalato l'esistenza di gruppi terroristici nella regione occidentale dello Xinjiang, recuperando la sua storica battaglia alla ricerca del riconoscimento «internazionale» di queste forme di «terrorismo». E i media scoprono l'esistenza di un corpo speciale di cui si sa pochissimo. «Sulla scia degli attacchi che hanno attraversato la capitale francese, province e città in Cina hanno emesso nuovi ordini ed esercitazioni antiterrorismo», racconta il Global Times, spin off dell'ufficialissimo Quotidiano del Popolo. Il capo della polizia della regione della Mongolia interna ha fatto appello a un più forte senso di urgenza e responsabilità da parte di tutti i funzionari, e «ha sottolineato l'importanza di salvaguardare la stabilità della Cina settentrionale. Ha anche sottolineato il dovere, la cooperazione e la vigilanza in tutta l'impresa».

(Con fonte Askanews)