8 dicembre 2019
Aggiornato 10:00
Protocollo firmato da 17 membri, tra cui l'Italia, dall'Ue

Terrorismo, il Consiglio d'Europa affila le armi

Diciassette Paesi del Consiglio d'Europa, tra cui l'Italia, hanno firmato oggi a Riga un accordo destinato a reprimere 'i combattenti terroristi stranieri' che si recano in aree di conflitto come Siria e Iraq

ROMA - Diciassette Paesi del Consiglio d'Europa, tra cui l'Italia, hanno firmato oggi a Riga un accordo destinato a reprimere «i combattenti terroristi stranieri» che si recano in aree di conflitto come Siria e Iraq. Il Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo aggiunge alla lista attuale dei reati penali un certo numero di atti, tra cui «la partecipazione intenzionale a un gruppo terroristico», «l'addestramento al terrorismo», nonché il finanziamento, l'organizzazione e la realizzazione di viaggi all'estero a scopi terroristici.

Firmatari del protocollo
Oltre all'Italia hanno firmato il protocollo, l'Unione europea e 16 singoli Stati: Belgio, Bosnia Erzegovina, Estonia, Francia, Germania, Islanda, Lettonia, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia e Regno Unito. «Raramente un tale trattato ha ricevuto dalle parti un sostegno così unanime», ha commentato Thorbjorn Jagland, segretario generale del Consiglio d'Europa, al momento della sigla del testo presso il ministero degli Affari esteri lettone. Tale ampio consenso, ha sottolineato ancora Jagland, «mostra il nostro impegno a inviare un messaggio chiaro a tutti i potenziali terroristi: l'Europa arriva, non vi aspettiamo più, vi veniamo a cercare».

Tempo record
Il nuovo accordo è stato messo a punto nel tempo record di sette settimane a causa della seria minaccia posta dai combattenti stranieri, ha spiegato Jagland. Una volta siglato, il testo dovrà ora essere ratificato da almeno sei Parlamenti nazionali per potere entrare in vigore.

(Con fonte Askanews)