12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Per il presidente russo la crisi era prevedibile

Migranti, Putin: cara Europa, così impari ad accodarti ciecamente agli Usa

Secondo Vladimir Putin, la crisi migratoria in Europa era prevedibile, e dovuta agli errori in politica estera commessi dall'Ue, che segue ciecamente le discutibili scelte dei partner americani

VLADIVOSTOK (askanews) - La crisi migratoria in Europa? «Prevedibile» e, soprattutto, frutto degli errori in politica estera dell'Unione europea, «che segue ciecamente la politica dei nostri partner americani, in base ai cosiddetti obblighi di alleanza, poi da sola si ritrova a portare il carico del flusso di migranti». Così Vladimir Putin, che non perde occasione per punzecchiare l'Ue, a suo avviso succube degli Usa in politica estera. Gli errori condivisi dagli europei per seguire la Casa Bianca, secondo il presidente russo, che ha parlato a Vladivostok, sono quelli compiuti in Medio Oriente e Africa settentrionale, un riferimento alle primavere arabe sostenute dall'Occidente, all'intervento in Libia e al conflitto in Siria.

Kerry: possiamo fare di più
E proprio dall'America giunge un altro commento a proposito dell'emergenza, quello del segretario di stato Usa John Kerry. La crisi dei migranti in Europa e la foto scioccante del bambino siriano trovato morto su una spiaggia turca mettono sotto pressione gli Stati Uniti per accogliere molti più siriani rispetto ai 1.500 che finora hanno trovato rifugio nel Paese, in quattro anni di guerra. Il dipartimento di Stato ha promesso che, entro l'autunno del 2016, saranno accolti negli Stati Uniti tra i cinquemila e gli ottomila siriani. La necessità di fare di più è stata ammessa proprio dal segretario di Stato, John Kerry, in un'intervista all'Huffington Post. «Potremmo fare molto di più per proteggere queste persone» ha detto, senza però prendersi l'impegno ad accogliere più rifugiati; la soluzione, invece, potrebbe essere quella di collaborare con i Paesi che ospitano i campi profughi, come Giordania, Libano e Turchia. Anche Kerry ha commentato la foto del piccolo Aylan, seppellito a Kobane, la sua città natale: «Una foto così scioccante. Ho un nipote di quell'età. Questo è quello a cui pensi».