26 maggio 2020
Aggiornato 06:30
Oggi parlamentari ungheresi dovranno esprimersi in voto cruciale

Ungheria, l'impasse prosegue: migranti ancora bloccati a Bicske

Prosegue per il secondo giorno la situazione di altissima tensione tra la polizia ungherese e i migranti, molti ancora bloccati a bordo di un treno

BUDAPEST (askanews) - Prosegue per il secondo giorno la situazione di altissima tensione tra la polizia ungherese e i migranti, molti ancora bloccati a bordo di un treno. Ieri gli agenti hanno riaperto la stazione ferroviaria di Budapest e lasciato che i profughi salissero a bordo di un convoglio, ma poi hanno ordinato loro di scendere presso un campo rifugiati a Ovest della capitale.

L'impasse continua
L'impasse dunque continua - riporta la Bbc - mentre i parlamentari ungheresi sono oggi chiamati a esprimersi in una votazione cruciale, in cui dovranno decidere se rafforzare i controlli alla frontiera dove i migranti cercano di passare per raggiungere la destinazione più ambita, la Germania. I collegamenti internazionali sono stati interrotti alla stazione di Keleti, ma centinaia di persone hanno letteralmente preso d'assalto ieri il primo treno, nella speranza di raggiungere il confine con l'Austria. Il convoglio però si è diretto alla città ungherese di Bicske, una quarantina di chilometri da Budapest, dove si è fermato per lasciare i migranti in un campo rifugiati. La polizia si è schierata in forze e in tenuta antisommossa sui binari: inizialmente alcune persone sono scese, ma quando hanno capito dove le autorità volevano portarle, hanno fatto precipitosamente marcia indietro. Temono infatti che le procedure di registrazione al campo profughi rendano più complicata la richiesta di asilo in Germania e in altri Paesi.

Mentre i leader discutono
Immagini televisive hanno mostrato i migranti durante la notte a bordo del treno a Bicske. Molte altre persone hanno invece proseguito ad accamparsi alla stazione di Keleti e in altre zone di Budapest. Oggi i ministri degli Esteri Ue si riuniscono per discutere l'emergenza migranti, alla ricerca di regole comuni che possano sbloccare l'emergenza. Mentre i leader di quattro Paesi del Centro-Est europeo (Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica ceca) si incontrano per ribadire la loro opposizione alla proposta di quote obbligatorie di migranti da accogliere. Intanto esponenti della Commissione Europea saranno in Grecia a Kos, per esaminare le difficoltà create dall'imponente numero di rifugiati e migranti arrivati nell'isola. I parlamentari ungheresi sono chiamati a votare l'allestimento di nuovi campi profughi e se questa situazione rappresenti uno stato d'emergenza. Il primo ministro Viktor Orban l'ha descritta come un «problema tedesco», dal momento che la Germania è la meta che preferiscono raggiungere queste persone che arrivano in Unione Europea.

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