23 agosto 2019
Aggiornato 02:00
Continua emergenza su più fronti, nuovo naufragio in Turchia

Migranti, l'Europa nel caos

Tutti i fronti della crisi migratoria che sta interessando il Vecchio Continente

BUDAPEST (askanews) - Sei treni bloccati a Calais nella notte, nuove proteste stamattina a Budapest, dove la principale stazione rimane chiusa per i richiedenti asilo che sperano di poter raggiungere la Germania: l'emergenza migranti continua su più fronti in Europa e oggi torna in primo piano l'Eurotunnel, passaggio dalla Francia alla Gran Bretagna preso d'assalto durante i mesi estivi, al centro dell'irrigidimento del governo britannico sulla questione.

Caos Eurostar
La scorsa notte sei treni Eurostar sono rimasti bloccati o sono dovuti rientrare nella stazione di partenza a causa dell'intrusione sui binari di alcuni migranti nel tunnel sotto la Manica, dalla parte francese. Alla fine, «un treno è ripartito verso Parigi, un altro verso Londra e altri tre sono arrivati» nella capitale britannica, ha indicato alle 5 del mattino un responsabile della comunicazione della compagnia ferroviaria Eurostar, i cui treni assicurano i collegamenti tra Londra, Parigi e Bruxelles. «Abbiamo notato poliziotti salire in fretta e furia sul treno», ha raccontato Clothilde, 23 anni, una ragazza francese che abita a Londra, «Non abbiamo visto immigrati ma sapevamo che erano sul tetto e per questo hanno atteso l'arrivo di un elicottero per controllare la situazione»

Emergenza Budapest
Il punto più caldo dell'emergenza in Europa resta tuttavia al momento Budapest, dove stamattina centinaia di migranti, per la maggior parte rifugiati siriani, erano ancora accampati fuori dalla stazione di Keleti, principale scalo ferroviario di Budapest. Le autorita ungheresi per ora non hanno revocato l'ordine di sgombero dalla stazione per i migranti per impedire che altre migliaia si imbarcassero sui convogli diretti in Austria e in Germania come avevano fatto già lunedì.

Manifestazioni
Un centinaio di migranti hanno manifestato anche oggi davanti alla principale stazione di Budapest dove a migliaia sono da ieri. «Noi resteremo qui, fino a quando non ci faranno partire per la Germania. Continueremo a protestare ogni giorno, vogliamo i nostri diritti», ha dichiarato Mohammad, un siriano fra i circa 100-150 manifestanti. 

Annegamenti al largo della Turchia
Intanto almeno nove profughi siriani sono annegati oggi al largo della Turchia, nel naufragio di due imbarcazioni che stavano tentando di raggiungere l'isola greca di Kos dalla località balneare turca di Bodrum. Secondo la Guardia costiera del Paese anatolico, intervenuta dopo le segnalazioni di alcuni pescatori, sulla prima barca c'erano 16 migranti e ne sono stati salvati tre, mentre i corpi senza vita di altri sette sono stati recuperati nelle immediate vicinanze. Sulla seconda imbarcazione c'erano invece sei siriani, sempre in base alle informazioni ufficiali turche, e almeno due hanno perso la vita nel naufragio avvenuto in acque internazionali. Non si hanno notizie per ora dei dispersi. La rotta turca è da alcuni mesi sempre più battuta dai profughi in arrivo dalla Siria e anche da afghani e migranti africani, che puntano all'ingresso in Ue tramite la Grecia. Per arrivare da Bodrum a Kos, tragitto brevissimo, pagano oltre 1.000 dollari. La Turchia sostiene di avere tratto in salvo dall'inizio dell'anno oltre 42.000 migranti.