23 luglio 2024
Aggiornato 10:30
Relazioni economiche sempre più strette

Kerry in Vietnam per dimenticare le antiche rivalità

Non deve essere stato un momento banale per John Kerry, il segretario di Stato Usa, quello in cui si è seduto, ad Hanoi, per colloqui con il suo omologo vietnamita, sotto il severo sguardo di Ho Chi Minh, o meglio del suo busto bronzeo che domina la sala dove è avvenuto l'incontro

HANOI (askanews) - Non deve essere stato un momento banale per John Kerry, il segretario di Stato Usa, quello in cui si è seduto, ad Hanoi, per colloqui con il suo omologo vietnamita, sotto il severo sguardo di Ho Chi Minh, o meglio del suo busto bronzeo che domina la sala dove è avvenuto l'incontro. Questo perché la vita di Kerry è stata profondamente segnata dalla guerra del Vietnam, come oppositore della stessa, ma soprattutto come eroe di guerra nel delta del Mekong.

Nuovi amici
Il nemico di un tempo, tuttavia, può diventare l'amico di oggi. Soprattutto quando c'è un terzo incomodo a cui fare attenzione, secondo la vecchia logica per cui «il nemico del tuo nemico è tuo amico». L'intruso è, ovviamente, la Cina. E Kerry, che ha già visitato in passato il Vietnam altre volte, oggi ad Hanoi ha lavorato per rinsaldare ulteriormente i rapporti con questo paese formalmente comunista, che da sempre ha motivi profondi d'inimicizia con la Repubblica popolare cinese.

Vecchi ricordi
La Guerra del Vietnam, nella quale l'attuale segretario di Stato ha guadagnato tutte le più alte onorificenze militari, è finita nel 1975 con la vittoria dei vietnamiti di Ho Chi Minh (che però era morto nel 1969) e del generale Giap e da allora molto è cambiato tra Washington e Hanoi. Da 20 anni tra i due ex nemici ci sono regolari relazioni diplomatiche e lo scorso anno gli Stati uniti hanno revocato parzialmente il quarantennale divieto di vendita di armi al Vietnam. Perché, appunto, nella regione ormai il nemico è un altro.

Influenza cinese
La Cina è sempre più assertiva in politica estera e nel Mar cinese meridionale mostra sempre più la sua volontà di farsi valere. Proprie nell'area la cui sovranità è contesa tra diversi paesi, uno dei quali è appunto il Vietnam. Il ministro degli esteri vietnamita Pham Binh Minh ha chiesto oggi una revoca totale dell'embargo sulle armi. Ma non è una cosa facile per Washington, specialmente in un momento in cui già si scaldano i motori per l'imminente corsa alle presidenziali americane del 2016. Così il Dipartimento di Stato ha legato questa possibilità a un concreto progresso sui diritti umani. Kerry, in realtà, ha dato un giudizio positivo sui «passi positivi» fatti da Hanoi su questa tematica nell'ultimo anno, ma ha anche precisato che ci sono "margini di miglioramento", facendo riferimento in particolare al Codice penale vietnamita, che nelle sue provisioni troppo vaghe, diventa spesso uno strumento per perseguire gli oppositori.

Avvicinamento economico
Più che sul fronte militare, comunque, l'avvicinamento è visibile su quello economico. Il commercio bilaterale è cresciuto da 450 milioni di dollari nel 1995 a oltre 36 miliardi di dolari odierni. «Non si tratta di mere statistiche. E' una misura di una delle più considerevoli trasformazioni nella storia delle relazioni mondiali», ha puntualizzato Kerry. Il Vietnam, d'altronde, è uno dei dodici Paesi che dovrebbe entrare a far parte del Partenariato Trans-Pacifico (Tpp), l'accordo di libero scambio che Washington vorrebbe concludere con paesi delle due sponde dell'Oceano Pacifico e che andrebbe a rappresentare il 40 per cento del commercio mondiale. Tra questi paesi manca, ovviamente, la Cina.

Questioni ancora aperte
L'ultima serie di colloqui per raggiungere l'accordo non ha portato a un esito definitivo: ci sono ancora questioni da risolvere, come le perplessità del mondo rurale giapponese per la liberalizzazione delle tariffe sui prodotti agricoli, ma anche il fatto che il Vietnam non permette la costituzione di sindacati indipendenti. Tuttavia Kerry si è mostrato ottimista: «Speriamo moltissimo che nel corso di un paio di mesi, prima della fine dell'anno, il Tpp venga completato».