18 settembre 2019
Aggiornato 01:00
Presidenziali USA 2016

Per i voti la Clinton punta sulla sua tragedia familiare

E' la storia della tragica infanzia di sua madre, morta quattro anni fa, a diventare parte della strategia dell'ex segretario di Stato per cercare di aggiudicarsi prima la nomination e poi le elezioni presidenziali del 2016

NEW YORK (askanews) - La campagna elettorale di Hillary Clinton si colora di sfumature totalmente personali, un cambio di rotta rispetto a quella del 2008 quando nella corsa alla Casa Bianca fu l'attuale presidente Barack Obama ad essere scelto come il candidato democratico chiamato a sfidare quello repubblicano. E' la storia della tragica infanzia di sua madre, morta quattro anni fa, a diventare parte della strategia dell'ex segretario di Stato per cercare di aggiudicarsi prima la nomination e poi le elezioni presidenziali del 2016. Se sette anni fa la privacy di Dorothy Howell fu totalmente tutelata, questa volta Clinton usa l'esperienza della madre per convincere gli elettori certi di sapere già tutto su di lei che in realtà c'è altro da scoprire. E che la determinazione della candidata è basata su molto di più che semplice ambizione.

L'ex first lady spiegherà sabato da New York come l'esperienza della madre ha dato forma alla sua vita, ispirandola e motivandola a tutelare bambini e famiglie sia come senatrice, sia come moglie del presidente Bill, sia come capo del dipartimento di Stato.

A Roosevelt Island - in quello che fino ad ora è considerato il suo più grande evento pubblico per la campagna 2016 - lancerà il primo di una serie di appuntamenti sparsi nel Paese raccontando non solo il passato della madre ma anche delle persone che erano state buone con Dorothy quando era bambina, alimentando la tesi della Clinton che governo e comunità devono fare la loro parte per aiutare la classe media.

Nel suo libro «Scelte difficili», Clinton aveva parlato di un'insegnante della madre che si era accorta di quanto Dotothy fosse povera. Per questo acquistava due confezioni di latte ogni giorno e fingendo di essere sazia diceva alla piccola alunna: «Dorothy, non posso bere tutto questo latte. Ne vuoi un po'?». E ancora, l'ex segretario di Stato aveva citato nell'autobiografia la donna che aveva assunto la madre come domestica e che spinse affinché finisse di studiare. Per Clinton, quei piccoli gesti servivano per dimostrare alla madre come nel mondo ci fosse bontà, permettendole di diventare a sua volta una madre e una nonna attenta.

Dorothy aveva solo otto anni quando i genitori si sbarazzarono di lei. Era il 1927. Da Chicago, dove nessuno dei due genitori divorziati voleva occuparsi di lei, fu messa su un treno diretto in California dove avrebbe vissuto con i nonni. L'esperienza non fu delle migliori. La nonna era severissima, tanto che Dorothy veniva punita per il solo fatto di giocare nel giardino dietro caso. Per avere fatto 'giochetto o scherzetto' in occasione delle festività di Halloween, fu costretta a restare nella sua stanza per un anno. Poteva uscire solo per andare a scuola. Vista la situazione insostenibile, Dorothy decise di andarsene a 14 anni diventando una donna delle pulizie per 3 dollari a settimana. La speranza era di ritornare a Chicago e riallacciare i rapporto con la madre. Ma quando fece ritorno nella città natale, la madre la ignorò nuovamente.

La storia di Dorothy potrebbe aiutare Clinton a convincere una classe media in difficoltà che lei capisce i problemi di questa fascia di elettori. E' la signora Rodham, il cognome del padre della Clinton, la sua nuova leva. Resta da vedere se i sondaggi dimostreranno che questa strategia funziona.