17 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Capo dell'Isis ferito in raid aerei

Presto l'Isis eleggerà il vice di al-Baghdadi

Il Consiglio della Shura, composto da nove comandanti dello Stato islamico (Isis), dovrebbe eleggere questa settimana il vice di Abu Bakr al Baghdadi, rimasto paralizzato a causa di una lesione alla spina dorsale riportata in un attacco aereo statunitense nel nord dell'Iraq e trasferito da allora a Raqqa, capitale del Califfato in Siria.

BAGHDAD (askanews) - Il Consiglio della Shura, composto da nove comandanti dello Stato islamico (Isis), dovrebbe eleggere questa settimana il vice di Abu Bakr al Baghdadi, rimasto paralizzato a causa di una lesione alla spina dorsale riportata in un attacco aereo statunitense nel nord dell'Iraq e trasferito da allora a Raqqa, capitale del Califfato in Siria.

Condizioni fisiche critiche
Stando a quanto riferito da disertori dell'Isis, citati dal Daily Beast, Al Baghdadi sarebbe ancora lucido, quindi in grado di dare ordini, ma le sue condizioni fisiche hanno spinto il Consiglio della Shura, l'organismo religioso che governa l'isis, a scegliere un suo vice in grado di muoversi tra le linee del fronte di Siria e Iraq.

Nessun nuovo leader per ora
Le fonti hanno smentito le notizie di stampa dei giorni scorsi che avevano indicato nell'ex insegnante di fisica iracheno Abu Ala al-Afri il nuovo leader dell'Isis. Secondo i disertori, infatti, Al Afri si contenderà il ruolo di vice di al Baghdadi insieme ad Abu Ali al-Anbari, ex generale dell'esercito iracheno finora incaricato di monitorare il territorio in mano all'Isis in Siria, e al siriano Abu Luqman, il cui vero nome è Ali Moussa al-Hawikh. Al Afri, considerato il più carismatico tra i tre candidati, è ritenuto colui che dovrebbe ottenere il pieno sostegno del Consiglio della Shura, sebbene Al Anbari sia superiore in grado. Tuttavia, hanno evidenziato le fonti, quest'ultimo non avrebbe formazione religiosa e preparazione giuridica nella legge islamica.

Luqman sgradito agli iracheni
A sua volta, assegnare l'incarico al siriano Luqmnan, un jihadista rimesso in libertà da Damasco nell'estate del 2011, all'inizio della rivolta contro Bashar al Assad, non risulterebbe gradito agli iracheni che dominano gli alti ranghi dell'Isis, ma potrebbe mettere a tacere i crescenti malumori tra i combattenti siriani per le crescenti pressioni dei vertici Isis a raggiungere il fronte in Iraq.