8 marzo 2021
Aggiornato 06:30
Più di 4000 vittime, 2 italiane

In Nepal è tragedia umanitaria

Più di 4.000 persone sono morte in Nepal per il devastante terremoto che la colpito il Paese sabato scorso. Oltre 6.800 sono i feriti, secondo l'ultimo bilancio fornito dalla polizia e dal Centro nazionale per le operazioni d'emergenza. Tra le vittime figurano anche due italiani, mentre altri quattro connazionali risultano ancora dispersi.

KATHMANDU (askanews) - Più di 4.000 persone sono morte in Nepal per il devastante terremoto che la colpito il Paese sabato scorso. Oltre 6.800 sono i feriti, secondo l'ultimo bilancio fornito dalla polizia e dal Centro nazionale per le operazioni d'emergenza. Tra le vittime figurano anche due italiani, mentre altri quattro connazionali risultano ancora dispersi.

Il bilancio potrebbe aumentare
Le autorità locali, che chiedono rapidi aiuti per far fronte a una vera e propria emergenza umanitaria, hanno avvertito che il bilancio potrebbe aumentare non appena le squadre di soccorso avranno raggiunto alcune delle zone montuose più remote, nel Nord del Paese. Decine di morti si registrano anche in Cina e India.

Colpiti villaggi e comunità
Numerose comunità, soprattutto delle aree montuose, avrebbero subito i danni più significativi e le perdite più numerose. Molti «villaggi sono stati interessati da frane e non sarebbe difficile trovare intere comunità di 200, 300, fino a 1.000 persone completamente sepolte dalle frane», ha detto alla Bbc il portavoce dell'agenzia umanitaria World Vision, Matt Darvas. «Siamo a oltre tremila morti ma le stime, considerando i distretti colpiti, potrebbero toccare seimila persone. Molti corpi sono ancora sotto le macerie e l'esercito e le squadre della protezione civile sono pienamente coinvolti nelle operazioni di soccorso. Si calcola vi siano migliaia di sfollati e senzatetto», ha fatto sapere la Caritas.

Alpinisti bloccati sull'Everest
Tre elicotteri sono stati inviati dalle autorità nepalesi sul Monte Everest per soccorrere gli alpinisti ancora bloccati sul tetto del mondo, dove il devastante terremoto di sabato scorso ha causato almeno 18 morti. Secondo quanto precisato dalle autorità, i tre elicotteri dovrebbero portare in salvo circa 150 alpinisti bloccati ai campi Uno e Due dopo che una valanga ha impedito loro di raggiungere il campo base. «Sono al sicuro ma dobbiamo portarli giù perchè parte della strada è danneggiata», ha detto il capo dipartimento del Turismo Tulsi Gautam.

Scosse di assestamento
Intanto, le scosse di assestamento si susseguono e la notte scorsa la pioggia ha ancor più complicato le operazioni di soccorso. La terra ha tremato anche questa mattina, raggiungendo una magnitudo 4,2 sulla scala Richter. Molte case sono state danneggiate o distrutte e la gente è troppo spaventata per dormire in quelle ancora agibili nei 30 distretti del Paese colpiti dal sisma.

La ricerca dei sopravvissuti
Migliaia sono le persone impegnate nel tentativo di trovare sopravvissuti sotto le macerie. Si scava anche a mani nude, mentre sono in arrivo team di soccorso da numerosi Paesi stranieri e organizzazioni internazionali. Acqua, cibo e medicine cominciano a scarseggiare, molto vaste sono le aree senza corrente elettrica e in cui si registra un blocco totale della rete mobile. Sarebbero almeno 940mila, secondo l'Unicef, i bambini con urgente bisogno di assistenza umanitaria e circa due milioni i bambini complessivamente colpiti dal terremoto. Molto alti i rischi di contrarre malattie.

Due italiani morti
Tra le vittime figurano anche due italiani, travolti da una frana mentre facevano trekking nella valle di Rolwaling. Risultano ancora dispersi, invece, i quattro speleologi italiani del Soccorso alpino che si trovavano a Langtang, uno dei villaggi distrutti dal sisma: si tratta di Giuseppe Antonini, Gigliola Mancinelli, Oskar Piazza e Giovanni Pizzorni. Sono vivi e stanno bene, invece, Giovanni Cipolla e Fiorella Fracassetti, che sono riusciti a contattare le rispettive famiglie. Il ventiquattrenne scalatore veronese, che non dava notizie di sé dal giorno del terremoto, si è messo in contatto questa mattina con i genitori, in ansia da giorni nella loro abitazione di Borgo Roma. Secondo quanto si legge su l'Arena di Verona, non è ferito, ha lasciato Kathmandu e ora si trova in una zona rurale del Paese, intenzionato a rientrare appena possibile in Italia. Anche Fiorella Fracassetti, 39enne di Bergamo, ha chiamato casa, sta bene e si trova a Kathmandu: dovrebbe rientrare, come previsto, nella giornata di domani.

Team Farnesina attivato per verifiche
L'Unità di Crisi della Farnesina ha inviato un proprio team in loco per le verifiche del caso e per assicurare un'assistenza ai connazionali che si trovano attualmente in Nepal. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni sta seguendo costantemente lo sviluppo degli avvenimenti ed ha immediatamente disposto un aiuto di emergenza per un ammontare di 300.000 euro su fondi della Cooperazione. Il finanziamento verrà canalizzato attraverso la Federazione Internazionale della Croce Rossa (FICROSS) e consentirà alla Società nazionale della Croce Rossa nepalese di realizzare attività di primo soccorso in favore delle vittime.