2 giugno 2020
Aggiornato 13:00
Merci dalla Giordania in Iraq sottoposte a dazio

Il protezionismo dell'Isis

Sarebbero già calate del 6,25% le esportazioni giordane in Iraq, per effetto dei dazi imposti da elementi dell'Isis sulle merci di quel Paese. Circostanza confermata dai commercianti, e dall'ambasciatore iracheno in Giordania. La tassa dell'Isis, puntualmente riscossa, sarebbe diventata garanzia di provenienza delle merci.

BAGHDAD (askanews) - Le merci dirette, via terra, in Iraq dalla Giordania sono soggette a dazi doganali dello Stato Islamico (Isis). A rivelarlo è il sito panarabo «Al Arabi al Jadid», che cita commercianti giordani secondo i quali le autorità di Baghdad «esigono» da loro l'esibizione delle ricevute emesse, con tanto di timbro e carta intestata, dagli uomini del Califfato nero. La tassa dell'Isis, puntualmente riscossa, sarebbe diventata infatti una garanzia di provenienza delle merci.

Bando su merci da India e Cina
Non solo, ma secondo il presidente del sindacato dei commercianti di prodotti alimentari giordani, Khalil al Hajj Tawfiq, l'Isis «ultimamente ha deciso di concedere agli esportatori arabi uno sconto del 50% sui dazi che riscuote per le merci esportate in Iraq». Inoltre gli uomini del Califfo Abu Bakr al Baghdadi avrebbero «messo al bando l'ingresso in Iraq delle merci provenienti da Paesi come l'India e la Cina», come ha affermato lo stesso Tawfiq, motivando il boicottaggio con «ragioni religiose, in quanto in quei due Paesi le carni potrebbero non essere macellate secondo le regole della Shariya».

Il tariffario dell'Isis
C'è un vero e proprio «tariffario» dell'Isis secondo i commercianti giordani per le merci che attraversano il territorio controllato dal califfato e diretto in Iraq. Quattromila dollari per un Tir carico di medicinali spediti da società «straniere», ovvero non arabe. Di prassi, però, queste pagherebbero esattamente la metà: 2.000 dollari. Dai 200 ai 300 dollari per un camion con prodotti alimentari, con l'emissione di una «regolare» ricevuta «su carta intestata e timbro» dei «doganieri» del Califfato. Ricevuta, che secondo i commercianti giordani, le autorità di Baghdad esigono che venga esibita «per avere garanzia che non si tratta di merce contrabbandata» ed arrivi davvero dalla Giordania.

Calo di esportazioni giordane del 6,25%
Interpellato su questo traffico da «Al Arabi al Jadid», l'ambasciatore iracheno in Giordania, Jauad Abbas, ha affermato: «ultimamente, elementi dell'Isis, in particolare nel valico di al Rutba, intercettano le merci a bordo dei Tir provenienti dalla Giordania e ricattono gli autisti ed estorcono somme di denaro per permettere loro di raggiungere la meta». Secondo i dati ufficiali della dogana giordana, le esportazioni di Amman verso Baghdad sono scese l'anno scorso a 1,16 miliardi di dollari rispetto a 1,24 dell'anno scorso: un calo pari al 6,25%.

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